Vergini sagge e Vergini stolte

Fonti

Solo il Vangelo di Matteo riporta la parabola delle Vergini sagge e delle Vergini stolte (Mt 25,1-13).

In un gruppo di dieci fanciulle, «cinque erano stolte e cinque sagge». Quando arriva il momento di andare incontro allo Sposo, solo le Vergini prudenti hanno l’olio per alimentare le lampade. Le loro sorelle improvvide sono costrette ad allontanarsi per andare a cercarne ma, quando ritornano, trovano la porta della sala delle nozze già chiusa dietro alle Vergini sagge e allo Sposo. Quest’ultimo rifiuta di lasciarle entrare: «In verità vi dico: non vi conosco». E il passo termina con qui sta esortazione: «Vegliate dunque perché non sapete né il giorno né l’ora».

L’interpretazione della parabola ha dato luogo ad alcune divergenze fra gli esegeti. La tesi più comunemente accettata sottolinea come gli uomini debbano esseri pronti quando Cristo, simboleggiato dallo Sposo, tornerà per il Giudizio, in un tempo che solo il Padre conosce.

Il soggetto si prestava a un ad un adattamento per il teatro. Nel XII secolo, il dramma era rappresentato in molte chiese, in particolare in Saint-Martial a Limoges. Il teatro religioso ha contribuito molto alla popolarità della parabola presso gli artisti romanici e ne ha ispirato in larga misura l’iconografia.

Iconografia

Le Vergini sagge sono vestite con semplicità: la modestia dell’abbigliamento riflette la prudenza del loro spirito. Le Vergini stolte, invece, portano abiti mondani e hanno i ca­pelli sciolti che danno loro un aspetto frivo­lo, mentre il portamento disinvolto esprime l’incoerenza del carattere. Anche la posizio­ne della lampada sottolinea il contrasto fra i due gruppi: come nel dramma liturgico, le Prudenti la portano diritta e accesa, le Stolte invece rovesciata e spenta.

La parabola compare spesso sul portale delle chiese, una struttura architettonica che si presta alla rappresentazione di molti per­sonaggi allineati. Le dieci fanciulle si suddi­vidono in due cortei simmetrici: le Sagge so­no ricevute da Cristo, mentre le Stolte vanno a finire contro una porta chiusa o cadono fra gli artigli del diavolo.

Sulla facciata della basilica di Saint-De­nis, le dieci Vergini si dispongono vertical­mente, ai due lati della porta, mentre nelle chiese del Poitou (Notre-Dame-de-la-Couldre a Parthenay, Saint-Hilaire a Melle, Saint-Nicolas a Civray) e in quelle della Saintonge (Chadenac, Aulnay, Corme-Royal) seguono la curva degli archivolti. In quest’ultimo ca­so, le Prudenti si trovano dalla parte ascen­dente e le Stolte da quella discendente. Que­st’ordine simbolico ricorda la disposizione dei personaggi sulle «ruote della fortuna» romaniche.

In alcune chiese, la parabola è collegata ad altri soggetti, sempre tratti dalle Scrittu­re: la basilica di Saint-Denis, per esempio, è il primo edificio romanico ad averle riserva­to un posto attorno al timpano col Giudizio finale, facendo delle Vergini sagge e delle Vergini stolte un simbolo degli Eletti e dei Dannati.

Il dramma è accostato anche ad alcune scene dedicate alla Madonna: a Parthenay, lo troviamo di fianco all’Annunciazione; a Ci­vray, al di sopra dell’Assunzione, mentre a Genneteil nell’Angiò, le Vergini sono rappresentate sulla volta in connessione con una Vergine in gloria incensata da Ange­li.

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Le Vergini sagge, Genneteil

Dizionario di Iconografia Romanica, Jaca Book, Milano 1997, pp. 366-367

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