Ultima Cena

Fonti

L’ultimo pasto di Cristo coi discepoli è, dal punto di vista drammatico e simbolico, uno dei momenti culminanti del Vangelo. Da un lato, Gesù annuncia l’imminente tradimento di Giuda, cioè, in ultima analisi, la propria morte; dall’altro, spezzando per l’ultima volta il pane e condividendo il vino con gli Apostoli, istituisce l’Eucaristia, il sacramento centrale della Chiesa.

I tre vangeli sinottici raccontano l’Ultima Cena in maniera molto simile. Il racconto di Luca (22,7-30) pone la comunione prima dell’annuncio del tradimento: «Prese un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: “Questo calice è la nuova Alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi”» (Lc 22,19-21).

Segue l’annuncio del tradimento: «“Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!” Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò» (Lc 22,21-23). In questo momento, solo Gesù sa che il traditore è Giuda.

Gli esegeti medievali, che hanno sempre cercato dei parallelismi fra Vangelo e Antico Testamento, hanno indicato due prefigurazioni bibliche dell’Ultima Cena: la Pasqua giudaica prima dell’Esodo e la raccolta della manna venuta dal cielo che nutre gli Ebrei affamati nel deserto.

Iconografia

In molte chiese romaniche, accanto all’Ultima Cena è rappresentata la Lavanda dei piedi, ricordata solo dal Vangelo di Giovanni. Il collegamento fra questi due momenti si può interpretare, sotto il profilo simbolico, come la necessità della penitenza prima della comunione o, più semplicemente, come l’identificazione, nel Vangelo di Giovanni, fra la Lavanda dei piedi e l’Ultima Cena. Tale accostamento compare nelle lunette delle chiese di Saint-Julien a Jonzy, di Savigny, di Saint-Gilles-du-Gard, per limitarci a questi esempi.

Esaminiamo ora le tipologie iconografiche della Cena stessa.

La tradizione bizantina ha imposto per secoli il proprio modello all’arte cristiana. La tavola dell’Ultima Cena era semicircolare, Gesù e Giuda stavano uno di fronte all’altro alle due estremità, mentre gli Apostoli prendevano posto fra loro. Tutti i convitati erano perfettamente immobili, come irrigiditi dalla solennità della circostanza. E tutti gli sguardi, in particolare quello del traditore, convergevano sul Cristo. Questa concezione ieratica dell’Ultima Cena è particolarmente evidente in un affresco della chiesa di Sant’Angelo in Formis.

image

L’arte dell’Occidente cristiano ha elaborato una versione diversa, la cui originalità consiste nel porre l’accento sull’aspetto drammatico del tradimento più che sul carattere sacro della comunione. La disposizione dei convitati consente di dare vivacità alla scena: Gesù è seduto in mezzo ai discepoli, tutti disposti dalla sua stessa parte tranne Giuda, che gli sta di fronte, isolato, sul lato opposto. La tavola non è più semicircolare, ma rettangolare.

image

Giovanni, il discepolo prediletto, è alla destra del Maestro e piega il capo sul petto di Gesù. Il traditore allunga la mano verso un piatto che gli sta davanti: questo gesto lo indica come il futuro colpevole, dopo le parole di Cristo riferite nel Vangelo di Luca. In alcune rappresentazioni, come sul soffitto dipinto di Zillis, in Svizzera, il Signore gli porge un pezzo di pane: un gesto che deriva da un’altra frase di Gesù che, nel Vangelo di Giovanni, denuncia «quello per il quale intingerò un boccone e glielo darò».

image

In una vetrata romanica della cattedrale di Chartres, l’artista non ha esitato neppure davanti alla ridondanza: ha unito il gesto di Giuda a quello di Cristo, accrescendo l’intensità drammatica della scena. Sul piano simbolico, vi si può vedere la contrapposizione fra la comunione sacrilega del traditore e quella santa dei fedeli. Ritroviamo una composizione quasi identica su un capitello del chiostro di La Daurade, a Tolosa e in un affresco della chiesa di Vicq, nell’Indre. Alcuni artisti hanno apportato alcune varianti al modello di Chartres: su un capitello del chiostro di Saint-Trophime ad Arles e in un bassorilievo della facciata di Saint-Gilles-du-Gard, lo scultore, non volendo rompere la simmetria della scena, ha posto Giuda di fianco a Cristo, sullo stesso lato della tavola.

Sull’architrave del portale di Neuilly-en-Donjon, in Borgogna, vengono accostati il peccato di Adamo ed Eva, il gesto di Maria Maddalena che, cospargendogli i piedi di unguento, preannuncia la morte di Gesù, e la Cena eucaristica. Così, il nutrimento diventa l’elemento in cui morte e vita, albero letale e pane vivificante si contrappongono. Se si considera poi che nella lunetta è rappresentata l’Adorazione dei Magi con la Vergine in gloria, si comprende come la riflessione dello scultore riguardasse anche la posizione della donna nella storia della Salvezza: da Eva a Maria, passando per la donna convertita ai piedi di Gesù.

image

Neully-en-Donjon, Architrave: l’Ultima Cena, il peccato originale, l’unzione di Betania

La forma della tavola, rettangolare nella maggior parte delle rappresentazioni romaniche dell’Ultima Cena, non è però un dato immutabile. Essa infatti si adatta alla cornice architettonica entro cui si sviluppa la scultura. Nella lunetta del portale meridionale della chiesa di Charlieu, segue la curvatura degli archivolti; nelle chiese alverniati di Issoire e Saint-Nectaire, diventa circolare abbracciando la struttura del capitello: una tovaglia cinge i commensali disposti lungo la circonferenza. Sulla facciata di Notre-Dame a Saintes, l’Ultima Cena non è rappresentata nella lunetta, ma in un archivolto del portale destro. La tavola è arrotondata e ogni convitato occupa un cuneo dell’arcata.

Evidentemente, queste innovazioni dovute alla legge romanica della cornice architettonica non alterano gli altri elementi della scena e neppure il suo valore simbolico.

Dizionario di Iconografia Romanica, Jaca Book, Milano 1997, pp. 359-361

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...