Rinnegamento di Pietro

Fonti

Dopo l’Ultima Cena, mentre Gesù si prepara a raggiungere il Monte degli Ulivi coi suoi discepoli, li mette in guardia: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte» (Mt 26,31). Egli intende dire che saranno sorpresi, persino scandalizzati, da quanto sta per succedergli: tutti infatti si aspettano il trionfo del Maestro, non la sua caduta. Ma Pietro dichiara con forza: «Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai». A questo punto Cristo annuncia il rinnegamento dell’Apostolo: «In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte» (Mt 26,34). E, come egli aveva predetto, Pietro, interpellato una prima volta da una serva, poi in altre due occasioni da alcuni dei presenti, rinnega il Maestro. Ricordandosi allora della parola di Gesù, «uscito all’aperto, pianse amaramente» (Mt 26,69-75).

Questo passo del Vangelo ha un profondo significato simbolico. Il canto del gallo, infatti, è una metafora con cui comunemente si indica il levar del sole: il rinnegamento di Pietro, prima del canto del gallo, rappresenta dunque il trionfo provvisorio del dubbio sulla fede, prima che le tenebre dell’ignoranza vengano dissipate dalla luce della conoscenza.

Iconografia

Le rappresentazioni del rinnegamento di Pietro nell’arte romanica sono poche; gli artisti infatti hanno concentrato il loro interesse sull’Ultima Cena e sull’Arresto. Tuttavia l’autore dei bassorilievi della basilica di Saint-Gilles-du-Gard, nel lodevole intento di essere esauriente, ne ha illustrato l’annuncio. Gesù e Pietro, seduti fianco a fianco, stanno di fronte ai discepoli. Ai piedi dell’Apostolo, un gallo evoca la predizione di Cristo, mentre Pietro, con un gesto della mano, sembra protestare la propria fedeltà. La composizione, di notevole valore formale, è una delle più belle sculture di Saint-Gilles.

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Nel rinnegamento vero e proprio compare la serva. In un affresco di San Isidoro a Leon, ella apostrofa il discepolo che apre le mani in segno di diniego. Il gallo è rappresentato di fianco ai due personaggi.

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In un bassorilievo della cattedrale di Modena, invece, l’animale diventa la figura centrale dell’episodio. Attorno ad esso vediamo Pietro, che piega la schiena come se il peso del tradimento fosse troppo grande per le sue spalle, e la donna, intenta a filare. Sotto al gallo è rappresentato il fuoco acceso di cui parla Giovanni nel suo racconto del tradimento di Pietro (Gv 18,18).

Dizionario di Iconografia Romanica, Jaca Book, Milano 1997, pp. 332-333

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