Processo a Gesù Cristo

Fonti

Dopo la cattura, Gesù compare davanti al Sinedrio, l’autorità religiosa dei Giudei. In seguito sarà condotto davanti alle autorità politiche: il governatore romano Pilato e il re Erode, entrambi a Gerusalemme in occasione della Pasqua. I Vangeli non danno esattamente lo stesso resoconto del processo, la cui versione più semplice è quella di Matteo. Prima di tutto, Gesù è presentato a Pilato, alla cui domanda: «Sei tu il re dei Giudei?», non risponde direttamente: «Tu lo dici». A questo punto entra in scena un altro prigioniero, Barabba. Per rispettare una tradizione locale Pilato, prima della Pasqua giudaica, deve liberare un detenuto; egli ha la possibilità di scegliere fra Gesù e Barabba, ma la folla lo incita a graziare quest’ultimo e condannare Gesù. Il governatore acconsente a questa richiesta, pur declinando pubblicamente qualsiasi responsabilità: «Presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla dicendo: Non sono responsabile del sangue di questo giusto: vedetevela voi!»; e consegnò Gesù (Mt 27,11-26).

Più complesso è il racconto di Luca: Pilato, sotto il profilo dell’ordine pubblico, non trovando in Gesù alcun motivo di condanna, lo manda da Erode. Il re si rallegra di poterlo vedere e ascoltare, ma l’accusato non apre bocca. Allora, dopo averlo insultato e schernito, vestito di «una splendida veste» in segno di derisione, Erode rimanda Gesù a Pilato. Solo a questo punto si collocano la lavanda delle mani e la condanna (Lc 23,2-25). Ma queste divergenze non hanno in realtà alcuna conseguenza dal punto di vista iconografico.

Iconografia

L’arte romanica rappresenta solo due momenti del processo: la comparizione davanti a Pilato e la lavanda delle mani.

1. La comparizione davanti a Pilato

La scena è rappresentata sulla facciata della basilica di Saint-Gilles-du-Gard. Il Cristo arriva curvo, con le mani legate, davanti al tribunale del governatore; lo precede un soldato, a testa alta, e un altro lo segue spingendolo con violenza. Lo scultore ha voluto esprimere la brutalità con la quale Gesù era stato trattato, perciò ha evitato di rappresentare un faccia a faccia statico fra giudice ed accusato. Al contrario, un affresco della chiesa di Vicq, nell’Indre, mostra il confronto fra i due uomini; e la resa è molto meno dinamica che a Saint-Gilles.

2. Pilato si lava le mani

Questo passo, pur celebre, non ha ispirato molto gli artisti romanici. Tuttavia il tema è rappresentato negli affreschi della chiesa di San Baudillo di Berlanga e in quelli di San Isidoro di León, in Spagna.

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Sul piviale della Passione di Saint-Bertrand di Comminges, certamente tardo ma i cui disegni riprendono la tradizione più antica, Cristo, accompagnato da due guardie, sta di fronte a Pilato. Il procuratore, seduto sul suo scanno, si volta per ricevere sulle mani l’acqua versata da un servo, che porta un asciugamani sul braccio.

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Dizionario di Iconografia Romanica, Jaca Book, Milano 1997, pp. 328-329

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