Cubo

Il cubo è la trasposizione in volume del quadrato, la figura geometrica che secondo Pitagora evoca la terra. Tuttavia il cubo è anche la forma attribuita alla Gerusalemme celeste, la città celeste per eccellenza (visione dell’Apocalisse, cap. 21). Ma questa contraddizione apparente dipende dal fatto che la forma cubica è la più idonea a mettere in relazione l’edificio descritto con le quattro direzioni dello spazio, con l’universo nella sua totalità, ed è risaputo che la terra nel medioevo era concepita quadrata, in relazione appunto con tali direzioni. La città cubica costituisce una costante della Bibbia. Essa ha un punto di partenza tipologico nel Pettorale che adornava il petto del gran sacerdote e che, a parere del padre Laulotte, rappresentava un condensato dell’Universo: il giubbetto con disegno a scacchiera evocava la terra, le bende di sostegno le colonne che sorreggevano il cielo; al pari del kuttonet e dei suoi paramenti, era dunque un’immagine del mondo. Le dodici pietre del pettorale, portato sul plesso solare, là dove per i semiti era situato il centro dell’individuo, significavano quindi le dodici tribù d’Israele portate sul cuore del sacerdote; al tempo stesso evocavano le direzioni del mondo e il rapporto col cielo. La città era ornata con le stesse pietre che simboleggiavano le tribù d’Israele, disposte secondo le direzioni: «A Oriente tre porte, a Nord tre porte, a Mezzogiorno tre porte, a Occidente tre porte.» Inoltre la città era collocata su una grande e alta montagna, sulla quale l’angelo aveva trasportato l’Apostolo. E ovviamente è proprio agli Apostoli che i commentatori hanno riferito le dodici gemme. Gli edifici sacri evocanti il cielo e la terra uniti insieme, e perfino i tre livelli, compreso il regno sotterraneo dell’inferno, sono un fatto comune in tutte le religioni: la forma, perfetta fra tutte, della piramide congiunge con la sua base quadrata e le sue facce triangolari il mondo degli uomini al cielo degli dei. Su un piano un po’ diverso, la descrizione dell’impianto simbolico della basilica di Santa Sofia a Edessa, che il Dupont-Sommer ha tradotto dal siriaco, ci mostra l’esistenza, fra il cielo e la terra, di una stretta alleanza: anzitutto c’è un rapporto con le direzioni dell’universo come nella Bibbia, poiché è detto nel poema che «questi archi ampi e splendidi rappresentano i quattro lati del mondo». Neppure le gemme di diversi colori sono escluse, ma vi compaiono sotto forma di decorazioni dipinte: «questi archi somigliano inoltre all’arco glorioso, quello dei nembi». Altri archi lo circondano, che vengono paragonati alle sporgenze rocciose che strapiombano da una montagna, e questo ci riporta ancora al testo sacro. il concetto di centro unico è espresso sia mediante l’unica luce che filtra attraverso le tre finestre, sia mediante l’unico aspetto delle tre facciate, «che annuncia il mistero della Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Il testo evoca insomma a suo modo l’immagine archetipica della piramide: la sommità è l’Uno, le tre facce sono invece un richiamo al triangolo, alla ternarietà. La forma cubica più o meno perfetta, o in via subordinata l’edificio a pianta centrale, sono rari in Francia: strutture del genere sono riservate a certe cappelle rotonde, come quella di Saint-Michel-d’Entraygues, presso Angoulême, o come le chiese di Neuvv-Saint-Sépulcre, che vuole imitare l’omonima basilica di Gerusalemme, e di Ottmarsheim, in Alsazia. La forma cubica con volta ribassata si può notare anche nella cappella di Fenollar, presso Maureillas, dove l’influenza bizantina appare assai viva, in particolare nei Vegliardi con le mani velate e nel Cristo Pantocratore affrescato sulla volta. La base cubica del portico di Moissac è bordata con dei limiti che stabiliscono un cubo ideale: sono le maschere sovrapposte che contornano verticalmente le pareti laterali e che si volgono verso la visione centrale a indicare la base del cubo. Un altro particolare significativo è quello dei fioroni sull’architrave, nei quali è riflesso un livello orizzontale celeste; un altro ancora è dato dagli incavi polilobati della porta e del trumeau, simboli anch’essi celesti. I Profeti sono raffigurati in due gruppi contrapposti e hanno le gambe incrociate simbolicamente, come del resto la Lussuria e il demonio che sta per aggredire l’anima del Ricco epulone. Le scene principali si riferiscono all’incarnazione o all’inferno, e quindi alla Redenzione: vanno perciò d’accordo con le maschere degli ingordi minacciosi. Nei rilievi superiori si affiancano due serie di figurazioni orientate l’una di spalle all’altra: sul lato destro, la Presentazione al tempio, rivolta verso le maschere, e accanto, in senso inverso, la Fuga in Egitto, immagine trionfale e celeste; sul lato sinistro, Lazzaro e il Ricco epulone, rivolti naturalmente anch’essi verso le maschere; Lazzaro però è disteso per terra e un angelo si china su di lui a indicare il riquadro accanto, nel quale egli appare assiso in grembo ad Abramo. Esiste dunque una sapiente bipartizione all’interno del cubo, il cui centro ideale è rappresentato dal trumeau, asse cosmico. Osserviamo, ad ogni buon conto, che le maschere sono in tutto dieci e che Dieci è il numero con cui viene evocato il concetto di totalità. Nutre-Dame-la-Grande di Poitiers è uno di questi santuari della Francia occidentale che si presentano come una massa cubica, soprattutto per l’aspetto della facciata: anche la disposizione degli affreschi interni, con l’immagine del Cristo Pantocratore, è tipicamente bizantina. A simiglianza di ciò che avviene con i temi doppi, la base cubica è dominata dalla Vergine: è così qui a Poitiers, nella facciata, è così a Maureillas, è così ancora nella facciata di Saint-Jouin-de-Mames. Nella zona egiziana invece, a causa del carattere più elaborato del giudizio, il cubo della Città celeste è spostato alla base del campanile piramidale e soprattutto nella cappella dedicata a san Michele, situata in una parte elevata della chiesa, quando addirittura non è su un picco a sé, tipo la famosa arguille di Saint-Michel presso Le Puy. Oppure, come ad Ainay, nella formula del coro a cupola, quale si vede anche a Polignac e nella regione di Rive-de-Gier, vera e propria trasposizione absidale del nartece tipico della Francia sud occidentale. La formula della cappella di Aiguilhe, con le sue tre absidi (inizialmente quattro), col Cristo della volta «piramidante», ricordo degli antichi santuari, con gli Evangelisti nei pennacchi e con gli Apostoli e il Giudizio più in basso, è la prova di una disposizione tutta bizantina. La disposizione, più vicina alla forma del rettangolo, che vediamo nella tribuna di Serrabone, con gli atlanti in attesa del Giudizio, non è meno significativa; però ricorda una disposizione precedente presa in prestito ancora una volta dalla Francia sud occidentale. Una chiesa compatta, raccolta, quasi quanto un santuario bizantino è quella di Saint-Paulien, l’antica capitale romana del territorio, prima di Le Puy. L’ampiezza inconsueta della volta, sia nell’abside che sulla corta navata, mette in chiara evidenza l’alleanza simbolica fra il cubo di base e la cupola che a esso si somma, rappresentata qui dalla volta suddetta, ampliata al limite delle possibilità. Estremamente importante è comunque notare, per questa regione in cui l’influenza bizantina ha raggiunto una simile ampiezza, che le dodici finestre della navata, a gruppi di tre per ogni punto cardinale, sono assai vicine alle gemme e alle pone del testo sacro; la finestra tripla del coro è l’immagine della Trinità. Una cappella cubica, posta in luogo elevato, capace di evocare alla perfezione, grazie alla sua struttura architettonica e alla sua decorazione, le parole dell’Evangelista in una regione di montagne quali le Alpi, è senza dubbio la cappella superiore della chiesa di Saint-Chef, nell’Isère, dove l’Agnello illumina l’immagine della Città e dove sono ritratte le gerarchie angeliche.

Lessico dei Simboli Medievali, Milano, Jaca Book 1997, pp. 101-103

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...