I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (4)

Poiché attraverso il simbolo del Cristo-Pesci siamo saliti in cielo ed ora ne discendiamo, ossia ci incarniamo attraverso l’immagine del Toro, è naturale che questa immagine sia disposta in modo particolarmente significativo, forse in modo da metterci nuovamente in rapporto con il moto del sole.

Il mistero del Toro è legato al singolare orientamento della chiesa stessa. Durante il Medioevo quasi tutte le chiese erano orientate con l’altare verso est. S. Ambrogio ci conferma che fatto di volgersi dall’occidente verso oriente, in quanto parte del rituale, è un atto di rinuncia al Diavolo e di accettazione della luce di Cristo. Ogni giorno Cristo ‘sorge’, come il sole che sorge ad oriente.

Ora, una delle caratteristiche più straordinarie della basilica di S. Miniato è che contraddice il complesso delle norme stabilite per l’orientamento delle chiese. Non è assolutamente orientata verso est. Lo si vede facilmente se, uscendo dalla chiesa, ci si affaccia su Firenze: si noterà che tutte le altre chiese della città (il Duomo in maniera più evidente) hanno gli assi longitudinali orientati in modo del tutto diverso da S. Miniato. È chiaro comunque che, se S. Miniato fosse stata rivolta ad oriente, obbedendo alle leggi di costruzione delle chiese, il miracoloso effetto di luce sul piede di Cristo non avrebbe potuto verificarsi in nessun giorno dell’anno. E quindi possibile che l’orientamento sia stato stabilito proprio allo scopo di permettere questa magia di luce sul piede di Cristo.

Scopriamo comunque che una sorprendente deviazione nell’orientamento rende possibile anche questo importante simbolismo legato al sorgere del sole. Il fatto è che lo zodiaco è sfato orientato in modo tale che il sole si levi ogni giorno nella direzione del settore occupato dal Toro! E l’arco di 30° del Toro che ogni giorno saluta il sole nascente, perché è orientato ad est.

Come la luce dei Pesci è usata per indicare un miracolo di luce che si rinnova simbolicamente ogni anno, troviamo adesso che il sorgere del sole ogni giorno è in relazione con lo zodiaco, attraverso il segno del Toro. Il toro mancante, simbolo del Cristo-Logos, si trova proprio dove nasce il sole. E proprio qui che troviamo il ‘Toro’ mancante, risuscitato ogni giorno come il Cristo-Pesci è risuscitato ogni anno. Il sole sorge e tramonta all’interno della chiesa secondo i ritmi legati ai due importanti simboli cristiani del Toro e dei Pesci.

Sia l’orientamento dello zodiaco che quello della chiesa stessa sono in stretto rapporto con il movimento del sole. Quando l’insigne scultore Antonio Rossellino ultimò la tomba del Cardinale Principe del Portogallo a S. Miniato, doveva essere a conoscenza del nesso fra il Toro ed il sorgere del sole. Lo spigolo di questa tomba era esattamente allineato con il Toro e la direzione del sole, per cui l’artista collocò all’angolo, in modo da sfuggire ad una visione frontale, l’immagine di un toro! Si tratta di un Toro Mitriaco, sul punto di essere sgozzato.

Abbiamo così completato il ciclo di questo mistero di S. Miniato. Abbiamo cominciato dal disco solare al centro dello zodiaco, siamo stati trasportati dai Pesci nella traiettoria del sole al tramonto, e siamo stati ricondotti allo zodiaco solo per essere nuovamente proiettati al di là della chiesa verso il sorgere del sole. I Pesci ed il Toro irradiano intorno a noi il loro simbolismo solare. Se solo ci soffermiamo un poco sul prodigio di pensiero e di tecnica che hanno reso possibile questa splendida concatenazione di simboli, cominciamo a capire perché questa fosse la chiesa preferita di giganti quali Dante e Michelangelo, che sicuramente dovevano conoscerne i segreti.

Il vero mistero del Toro-Logos deve tuttavia essere ancora pienamente esplorato. Per renderci conto di un ulteriore piano simbolico dobbiamo considerare nuovamente la data dello zodiaco, chiaramente incisa sul marmo. Ricerche specifiche hanno recentemente dimostrato che nell’anno di fondazione dello zodiaco si verificò un evento celeste piuttosto unico. Il 28 Maggio 1207 ci fu un accumulo di non meno di cinque pianeti nel segno del Toro! Quel giorno il Sole, la Luna, Mercurio, Venere e Saturno si trovavano tutti nel segno del Toro, a pochi gradi di distanza l’uno dall’altro. L’oroscopo per l’alba di quel giorno indica nel Toro una situazione planetaria ripetibile solo a distanza di migliaia di anni!

Vediamo dunque che il tema del Toro non è solo legato al simbolico sorgere del sole, ma si riferisce alla stessa fondazione della chiesa. In questo simbolismo incentrato sul Toro vediamo realizzata l’armonia che gli antichi artefici ricercarono – un’armonia tra Cielo e Terra. Con fondatezza perciò lo scalpellino che incise la data definì lo zodiaco rumine cœlesti, ‘una divina immagine del Cielo’.

Incidentalmente noteremo che il simbolismo segreto espresso con tanta arte all’interno della chiesa si riflette anche all’esterno, sulla facciata che guarda su Firenze. Il simbolo dei due pesci si ritrova nel riquadro intarsiato sotto la grande croce che domina la facciata. Qui ci sono due esseri semi-umani, che si mettono ciascuno un pesce in bocca. Si tratta di un’evidente allusione all’aspetto sacramentale dell’Eucaristia, l’assorbimento del Corpo di Cristo in noi.

Anche il simbolo del Toro mancante si esprime sulla facciata. Alla sommità della chiesa, c’è su di un piano l’aquila appoggiata sopra una balla di lana, simbolo dei Lanaioli che contribuirono maggiormente alla costruzione della basilica. Si tratta naturalmente dell’aquila simbolo di S. Giovanni, parallela a quelle già trovate nel mosaico absidale e sul leggio del pulpito. Sotto, all’estremità delle due gronde, c’è da ambo le parti un essere umano, nella posizione generalmente indicata dagli storici dell’arte come l’orante. E la raffigurazione antica dell’essere umano spiritualizzato, ed è qui l’equivalente dell’essere umano alato di S. Matteo che abbiamo visto anche nel mosaico dell’abside e sul pulpito. Più in basso, alla base delle due colonnine che incorniciano la finestra quadrangolare al centro, vediamo due teste leonine. Questi sono naturalmente i leoni simbolo di S. Marco. In nessuna parte della facciata troviamo l’immagine del toro… Eppure, se la nostra interpretazione del simbolismo nascosto dell’interno è esatta, dovremmo vedere il toro come simbolo nascosto del Cristo-Logos, che ha sacrificato il proprio sangue per gli uomini. Potremmo riconoscere questo ‘Toro mancante’ nell’immagine della croce trionfante che domina la sommità della facciata. Il toro si aggiunge alle altre tre immagini per costituire la quadruplicità fissa dello zodiaco, che nella tradizione cristiana rappresenta la croce sacrificale. E qui, sulla facciata, che il simbolo dell’Incarnazione e della Redenzione (la Croce) si incontra con il simbolo dello Spirito (il Pesce) nella croce innalzata sull’immagine dei Pesci!

Abbiamo osservato tre diversi ritmi nella Chiesa, tutti legati allo zodiaco. Abbiamo per primo il ritmo quotidiano, espresso dall’orientamento del Toro verso il sorgere del sole. In secondo luogo abbiamo il ritmo annuale espresso dal culminare della luce esattamente sul piede di Cristo, e lo chiameremo il ritmo dei Pesci. Infine abbiamo i ritmi planetari, espressi dalla data dello zodiaco. Ciascuno di questi ritmi richiede la partecipazione attiva dell’essere umano: dobbiamo personalmente metterci sul sole dello zodiaco, salire i gradini, sperimentare la magia della luce solare, ritornare allo zodiaco dietro suggerimento del leone, e così di seguito. C’è una perfetta coordinazione di movimento tra gli elementi simbolici della chiesa. Il sole dello zodiaco dentro la chiesa, i raggi del sole che penetrano nella chiesa, il sorgere ed il tramontare del sole ogni giorno nel nostro sistema solare, sono tutti integrati in questo gioco di simboli, e muovendoci tra i simboli della chiesa, noi stessi facciamo eco al moto del sole. Il sole è usato per offrire una sorprendente immagine del Cristo, che domina l’interno della chiesa dal Suo trono di gloria e all’esterno regna sulla terra. E perfettamente integrato in questa armonia di interno ed esterno è l’essere umano, che porta il Cristo in sé.

Autore: Fred Gettings
Pubblicazione:
I misteri di San Miniato al Monte
Editore
Arti Grafiche
Luogo: Firenze
Anno: 1978
Vedi anche
I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (1)
I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (2)

I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (3)

I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (3)

Per il momento, dunque, dobbiamo immaginare di trovarci al centro dello zodiaco, con l’immagine del sole sotto i piedi, accanto ai Pesci-simbolo di Cristo. Se lasciamo questo punto solare, ci incamminiamo per la navata e saliamo i gradini del ‘coro’ sopraelevato per trovarci davanti alla porta di ingresso al monastero, scopriremo un’ulteriore sviluppo del segno dei Pesci. Da ambo i lati del muro davanti a noi, nitidamente delineati ad intarsio e poco sopra le nostre teste, scopriamo due pesci rappresentati verticalmente. Essi si trovano lì per uno scopo ben preciso.

Questi pesci sono stilisticamente affini a quelli dello zodiaco della navata. Sono paralleli e disposti verticalmente – questa volta però c’è uno spazio fra essi, in quanto sono separati dal vano della porta . Siccome i pesci sono un’immagine del Cristo, siamo invitati ad entrare nello spazio compreso fra essi, ad entrare, in un certo senso, nel corpo stesso di Cristo. Per meglio dire, questi due pesci ci spingono a salire. Nello zodiaco della navata li avevamo ai nostri piedi, e adesso ce li ritroviamo sopra la testa: ci invitano a guardare lo splendido mosaico, in alto. Simbolicamente ci invitano ad entrare nell’essere stesso di Cristo, che è lì raffiguralo nella Sua gloria.

Adesso ci troviamo letteralmente in una parte più elevata della chiesa, dopo aver salito le scale, e ci è richiesto di elevarci ad un piano più alto di noi stessi, dove dimora il Cristo. Sulla scia di questo sottile simbolismo legato ai Pesci siamo attirati verso l’alto, e partecipiamo personalmente del potere ‘disincarnante’ del segno, perché siamo innalzati al regno dello spirito.

Ci troviamo naturalmente in un punto centrale all’interno della chiesa, perché il muro separa la parte destinata ai fedeli laici da quella riservata ai monaci che vivono nel monastero stesso. Questa linea di demarcazione spiega perché il pulpito alla nostra destra abbia il leggio orientato obliquamente rispetto alla chiesa, permettendo cosi al sacerdote che legge di rivolgersi sia ai religiosi che ai laici.

I due pesci sul muro ci invitano dunque a salire. Volgiamo lo sguardo verso la lucentezza iridescente del mosaico del XIV secolo sopra di noi, che mostra Cristo in gloria. In questo mosaico che troviamo lo straordinario compimento del simbolismo dei Pesci. È un evento quasi miracoloso che una volta all’anno, verso la fine di Settembre, i raggi del sole entrino in un sottile fascio di luce dalla finestra più orientale della navata e comincino a proiettare una striscia luminosa sul mosaico absidale. Poco a poco, con il calare del sole, la luce va a posarsi sul piede sinistro di Cristo, e rimane lì in uno splendido barbaglio dorato I un’esperienza davvero grandiosa e solenne vedere il sole posarsi esattamente sul punto del piede, per trasformarlo con i riflessi delle tessere in superficie dorata. Il sole continua a brillare in quel punto per qualche minuto, poi cessa di spostarsi. Svanisce poco a poco: la finestra è stata disegnata proprio in modo da non permettere ulteriori spostamenti della luce sul catino absidale. Con il progressivo calare del sole l’effetto luminoso si perde, il bagliore dorato sul piede svanisce, e il miracolo ha fine.

In questo piano prodigioso avviene un completo ribaltamento di quanto abbiamo sperimentato nello zodiaco della navata. Laggiù ci trovavamo in piedi sopra il sole, e vedevamo in basso il Cristo-Pesci. Nel mosaico absidale è Cristo, che tiene il piede sul sole, ad essere illuminato proprio dal corpo solare che traccia il corso dello zodiaco nei cieli. La nostra situazione è in un certo senso capovolta: adesso è Cristo che ci guarda dall’alto!

Siamo trasportati immaginariamente nel moto del sole intorno ai cieli. Non siamo più limitati dall’immagine dello zodiaco legata alla terra, ma siamo portati in alto a disincarnarci nel vero regno dello zodiaco, seguendo l’immagine dei Pesci che simboleggia il Cristo.

La triplice esperienza che abbiamo vissuto – il movimento della parte più bassa della chiesa verso l’alto, fino a raggiungere il corso del sole nelle sfere celesti dove il Cristo è re – si è realizzata interamente nell’ambito simbolico dei Pesci. I Pesci come immagine cristologica, il movimento del sole, il dominio del segno sul piede dell’uomo, tutti questi elementi sono stati sviluppati in modo veramente splendido dagli antichi artefici.

Mettere in opera questo miracolo di luce richiedeva un’incredibile precisione. La posizione del piede di Cristo nella conca absidale, il taglio della finestra della navata – perfino la disposizione delle tessere che formano il piede – sono cosi intimamente legati all’orientamento della chiesa ed al moto del sole, che il disco solare, all’infinito, viene a toccare la parte più bassa del Cristo-divinità solare, rappresentato nella dimensione spazio-temporale. Quando nella bella basilica i raggi del sole trasformano le tessere del piede in un bagliore di luce – alludendo simbolicamente al risanamento del Suo piede ferito – il simbolismo dei Pesci si esprime nella sua più alta vibrazione spirituale. L’evento stabilisce nello stesso tempo un legame fra la luce del sole ed il Logos Solare, tra il punto più basso di questo Uomo-Logos e la parte più alta dell’uomo, fra la splendida vibrazione dei colori dell’abside e la calma oscurità dello zodiaco nella navata. Si tratta indubbiamente della più toccante versione simbolica del segno dei Pesci che esista al mondo.

Il potere dei Pesci-Cristo ci ha trasportato nel mondo celeste, nel regno di Cristo come puro spirito. Ma il messaggio sotteso dall’insegnamento cristiano è che Cristo si è fatto uomo. Si è incarnato sulla terra, ha perfino dato il Suo sangue per redimere la terra e l’uomo. Questo concetto fondamentale si esprime nei termini dell’altro simbolo zodiacale prescelto, il Toro.

Nel mosaico absidale, che il magico gioco dei raggi del sole ha appena reso denso di significato, vediamo Cristo in gloria. Intorno a Lui sono le raffigurazioni dei quattro Evangelisti. Queste immagini, il leone, l’aquila, l’essere umano alato ed il toro derivano in ultima analisi da immagini dello zodiaco pre-cristiano. Il leone di S. Marco deriva da quello del Leone. L’aquila di S. Giovanni è quella dello Scorpione: questo è l’unico dei dodici segni ad avere due simboli, un’aquila ed uno scorpione, che rappresentano luna la natura evoluta dello Scorpione, l’altro quella decaduta. L’essere umano alato di S. Matteo è il portatore d’acqua dell’Acquario: il recipiente che versava la sostanza spirituale a tutta l’umanità è diventato il vangelo datore di vita nelle mani dell’essere alato. Il toro di S. Luca è quello del Toro.

Questi sono i quattro segni fissi dello zodiaco, e ciascuno di essi rappresenta uno degli elementi immutabili dell’astrologia. Il Leone è il fuoco. Lo Scorpione l’acqua. L’Acquario è l’aria, mentre il Toro è la terra. Il simbolismo di S. Miniato usa questo segno terrestre del Toro per ricondurci dal luminoso regno spirituale dei Pesci nell’armonia dello stato terrestre.

I quattro ‘animali’ degli Evangelisti che circondano Cristo in gloria trovano un’eco nel simbolismo del pulpito.

Il leggio su cui il sacerdote poserà la Bibbia è formato da tre raffigurazioni degli Evangelisti. Alla base c’è il leone di Marco (il Leone dello zodiaco). In cima c’è l’aquila scorpionica di S. Giovanni. Tra questi due, con la testa sollevata dall’aquila protesa per il volo ed i piedi appoggiati sulla natura bestiale, c’è una figura umana, il simbolo acquariano di S. Matteo.

Nella composizione del leggio manca qualsiasi riferimento all’immagine del Toro. Per ora questo ‘toro’ rimane invisibile. Solo quando il sacerdote sale i gradini del pulpito per predicare o per leggere la Bibbia, allora è la sua stessa testa a completare la triade del leggio. Il suo volto diventa il quarto simbolo, si trasforma nell’immagine vivente del Toro! Per intendere pienamente questo simbolismo dobbiamo ricordare che nella tradizione dello zodiaco il Toro ha il dominio sulla gola e sulla voce umana – per analogia, sullo stesso Verbo e Logos. Il pulpito ci presenta un’immagine vivente di un essere umano che legge la Parola Sacra di Dio. I principi spirituali contenuti nella Sacra Scrittura scendono dal regno celeste e si diffondono come sacrificio nella chiesa, in basso. In questo complesso simbolismo appare la forza vivificante del Cristo-Logos, che ritorna sulla terra dall’alto del regno dello Spirito.

Questo triplice simbolo, insieme al toro nascosto come simbolo del Verbo, compare in altre chiese del tempo. Tuttavia in queste altre chiese l’immagine del foro ‘ mancante ‘ è presente in qualche punto ben nascosto fra la decorazione del pulpito. Per esempio a Gropina la testa del toro nascosto fa parte del motivo decorativo sotto il leggio. Sul pulpito di S. Miniato non esiste un foro nascosto di questo genere.

E solo quando ci mettiamo ad analizzare l’immagine del leone alla base del leggio che possiamo farci un’idea di dove andare a cercare il Toro. Il leone non guarda davanti a sé come gli altri due simboli – guarda direttamente verso lo zodiaco della navata, in basso. Se dall’immagine del sole al centro dello zodiaco si guarda in alto verso il pulpito con un binocolo, si vedrà che gli occhi del leone sono fissi proprio su chi guarda. Senza dubbio ciò vuole darci un’indicazione di dove cercare il simbolo del toro nascosto. La ricerca ci fa scendere ancora di più sulla terra, incarnando così l’idea del toro, perché naturalmente il toro mancante è proprio il simbolo del Toro nello zodiaco della navata.

Autore: Fred Gettings
Pubblicazione:
I misteri di San Miniato al Monte
Editore
: Arti Grafiche
Luogo: Firenze
Anno: 1978
Vedi anche
I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (1)
I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (2)

I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (2)

Ciascuno dei dodici segni dello zodiaco è stato messo in relazione non solo con una particolare forma del temperamento umano, ma anche con una parte del corpo e un’attività. Il diagramma medioevale illustra la tradizione nel suo aspetto esteriore, ma non bisogna dimenticare che la questione dei domini ha implicazioni più profonde. Per esempio l’Ariete presiede non solo alla testa ma anche al ‘procedimento della testa’ , cioè al pensiero ed alla formazione delle idee, mentre il Toro, domina non solo la gola ma anche la ‘funzione della laringe’, cioè il linguaggio e la parola umana. Nell’immagine dell’uomo zodiacale l’Ariete è collocato sulla testa, il Toro intorno alla gola, mentre l’ultimo segno dello zodiaco, i Pesci, è raffigurato nei due pesci ciascuno attaccato al piede. Vedremo che questa antiche associazioni sono importanti nel contesto del simbolismo nascosto di S. Miniato.

Solo due simboli di questo zodiaco sono stati adattati specificatamente in rapporto a S. Miniato. Si tratta del Toro e dei Pesci. Nell’ambito dello zodiaco cristiano il Toro è stato interpretato come un’immagine di Cristo che ha sacrificato la vita ed il proprio corpo per la Redenzione dell’Uomo. In origine la simbologia di questo ‘toro’ era connessa con i misteri mitriaci, che nei primi secoli dopo Cristo contesero il predominio al Cristianesimo. L’immagine centrale del culto mitriaco era quella di un toro nel momento di essere sgozzato, affinché il suo sangue irrorasse la terra: talora uno scorpione lo aggredisce ai genitali. Dal punto di vista dell’astrologia il simbolismo è piuttosto evidente, poiché il Toro e lo Scorpione si contrappongono nello zodiaco. Inoltre l’idea del Toro sgozzato stabilisce un nesso tra quest’immagine e Cristo, che ha versato il Suo sangue per redimere la terra. Questa immagine di Cristo come toro, associato a tali significati simbolici, è usata generalmente per esprimere il sacrificio di sangue e la discesa nella materia. Il Toro è il primo segno di terra. Un ulteriore associazione derivava dall’idea del dominio del Toro sulla gola, poiché si faceva risalire al Toro anche il suono della parola umana. L’idea che il linguaggio parlato fosse sotto il domino del Toro si estese fino a comprendere nel suo dominio il Verbo stesso. Il simbolismo zodiacale segreto del Cristianesimo si appropriò del Toro come simbolo della parola incarnata, del Logos. Questo importante concetto cristiano si trova magnificamente espresso nel simbolismo zodiacale di S. Miniato.

Se il Toro riguardava la discesa del Verbo nella materia, il dodicesimo segno, i Pesci, riguardava l’ascesa dello Spirito. L’idea è che il tipo Pesci vive nel poetico mondo ‘acquatico’ di quello che oggi chiameremmo l’inconscio. Nello zodiaco cristiano l’immagine dei due pesci richiama l’idea dello spirito e dell’anima, legati assieme dalla cordicella d’argento che tenevano in bocca. La tipica immagine medioevale dei Pesci esprime questa idea mostrando i due pesci che nuotano in direzione opposta; una raffigurazione del genere si può vedere nello zodiaco marmoreo sul pavimento del Battistero di Firenze, che è nello stesso periodo di quello di S. Miniato, anche se di minore fattura e concezione. L’essenza ‘spirituale’ dei Pesci fu messa in chiaro rapporto con la natura spirituale di Cristo.

Comunque fin dai primissimi tempi Cristo era stato messo in relazione con l’immagine del pesce. I pesci disegnati nelle catacombe erano i simboli di Cristo, e sono state proposte molteplici interpretazioni per spiegare questo simbolo. Lo zodiaco di S. Miniato ignora il tipico simbolismo medioevale: i pesci si presentano allineati nella stessa direzione, e non sono uniti da nessuna cordicella d’argento.

In questa duplice immagine del Toro e dei Pesci appaiono i due poli della natura di Cristo, che tanto hanno preoccupato la Chiesa dei primi tempi. Vediamo nel Toro l’immagine di Cristo, ‘lo spirito che si è fatto uomo’ per morire nel mondo. Nei Pesci vediamo l’immagine di Cristo che era spirito, libero di lasciare il piano fisico dopo la morte, in segno di Vittoria sulla Morte. La prima è un’immagine di incarnazione, mentre la seconda è un’immagine di Liberazione dalla Carne.

I Pesci controllano il piede nell’uomo. Se ci disponiamo al centro dello zodiaco, il Cristo-Pesci si trova ai nostri piedi, nella fredda effige marmorea dei due pesci. È proprio la singolarità di questa immagine – il fatto che si allontani dal consueto simbolismo medioevale – ad indirizzarci verso il primo dei grandi misteri di S. Miniato. Se guardiamo in basso verso questi due pesci, restando sempre al centro dello zodiaco, scopriamo di essere implicati in una straordinaria rappresentazione simbolica, in quanto ci troviamo sull’immagine del sole, al centro dello zodiaco.

Secondo la cosmologia medioevale la terra, e non il sole, si trovava al centro del Creato. Tutto il mondo delle gerarchie spirituali ruotava non intorno al sole, ma intorno alla terra, e lo zodiaco medioevale presenta di solito una visione geocentrica – come ad esempio nello zodiaco del Camposanto di Pisa o nel Duomo di San Gimignano. Eppure qui, in questa tarsia marmorea, troviamo il sole al centro, in aperta sfida alla concezione medioevale dell’ordine delle cose! Ciò è perfetta armonia con il simbolismo segreto di S. Miniato.

Autore: Fred Gettings
Pubblicazione:
I misteri di San Miniato al Monte
Editore
: Arti Grafiche
Luogo: Firenze
Anno: 1978
Vedi anche:

I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (1)

Lo zodiaco in marmo della navata di San Miniato al Monte in Firenze è il più notevole zodiaco d’Italia, se non di tutto il mondo. L’iscrizione latina sulla lastra di marmo accanto lo chiama ‘numine celesti’ ‘una divina immagine del cielo’, ed a ragione. Un attento studio dello zodiaco in relazione alla chiesa rivela che si tratta molto più che un semplice, enorme zodiaco – è una macchina filosofica, collegata in modo straordinario con molti simboli all’interno della chiesa e anche alla facciata esterna. È stato concepito ed attentamente orientato in modo da esprimere un profondo rapporto fra l’essere umano, il Cristo, ed il moto del sole ogni giorno e ogni anno del suo apparente spostamento intorno alla terra. Questo zodiaco offre una sottile rappresentazione simbolica che sarebbe stata immediatamente intesa dal fedele del Medioevo, ma oggi è forse difficile afferrare con la mente moderna senza particolari indicazioni.

Chi non conosce bene i simboli paleo-cristiani potrebbe stupirsi di trovare uno zodiaco dentro una chiesa: la maggior parte delle persone tende a considerare lo zodiaco e le concezioni astrologiche ad esso connesse come completamente pagani. Invece lo zodiaco e il patrimonio figurativo dell’astrologia furono ‘cristianizzati’ molto presto, al punto che ciascuno dei dodici segni fu permeato di precisi concetti cristiani. L’iconografia dello zodiaco ha, naturalmente, radici precristiane: i simboli dei dodici segni, che tutti conoscono, furono elaborati nei centri misterici egitto-babilonesi e giunsero in occidente attraverso la cultura greca antica, assorbita e trasmessa dagli Arabi. Lo zodiaco rappresenta il simbolo più elevato degli antichi culti misterici, e richiedeva solo leggeri mutamenti per essere perfettamente integrato nel nuovo sistema misterico del Cristianesimo. Gli artisti e costruttori medioevali non tardarono a intuirne il significato spirituale, e l’importanza i un ciclo di simboli che stabiliscono un legame tra Cielo e Terra: impararono ben presto ad adoperare alcuni concetti dello zodiaco per rivelare i misteri dell’Incarnazione e del Messaggio di Cristo.

Il loro atteggiamento si basava sulla convinzione che, se lo zodiaco era una valida rappresentazione dell’essere umano, con ogni segno corrispondente ad una parte del corpo ed a un particolare stato d’animo, allora poteva anche essere utilizzato per rappresentare le qualità spirituali che si trovano nell’uomo, in quanto dimora del dio solare Cristo. Proprio come il sole scandisce il vero zodiaco, così Cristo rivela il vero uomo. Seguendo questo filo analogico, mediante il potere di suggestione dello zodiaco, il corpo umano e il corpo di Cristo si sono fusi in un unico simbolo, armoniosamente legato al moto del sole sia nel suo sorgere e tramontare ogni giorno, sia nel suo fecondo transito annuale che scandisce il ritmo delle stagioni nel corso dell’anno.

Un’analisi dello zodiaco di San Miniato al Monte dimostra che il suo simbolismo rappresenta indubbiamente la massima espressione di questo sforzo medioevale di cristianizzare l’astrologia ereditata dal mondo pagano, e riesce a stabilire un convincente parallelo tra cielo e terra, tra l’uomo e Cristo, tra il ‘quotidiano’ e il ‘miracoloso’.

Molte sono le ragioni per cui lo zodiaco in marmo della navata di San Miniato a Monte è senza eguale. Non solo è il più grande zodiaco marmoreo d’Italia e il solo zodiaco pavimentale d’Europa che sia datato, ma è il punto focale di un simbolismo che si riferisce all’Incarnazione di Cristo.

La data, l’anno 1207, scritta in numeri romani, è incisa sul pavimento marmoreo compreso tra lo zodiaco e il portale centrale della chiesa. Procedendo per l’analisi dei misteri dello zodiaco, scopriremo che questa data è di estrema importanza, e non si riferisce soltanto all’anno di fondazione dello zodiaco stesso.

Ragioni di stile hanno motivato l’ipotesi che lo zodiaco fosse stato importato dall’Oriente – in particolare da Costantinopoli, che era stata saccheggiata nel 1204 dai soldati della IVa Crociata. Tuttavia sia considerazioni stilistiche sia il significato presente nella basilica stessa sembrano escluderlo. Non c’è dubbio che lo zodiaco fu concepito interamente in loco, per rispondere a precise esigenze del programma simbolico sottinteso dall’intera chiesa di S. Miniato.

Le dodici raffigurazioni dei segni zodiacali sono tipiche della tradizione iconografica medioevale, tranne che per alcune, importanti eccezioni. Peraltro le immagini dello zodiaco sono cambiate così poco dal XIII° secolo che il visitatore moderno riconoscerà facilmente ognuno dei segni. Il primo segno, l’Ariete, si trova immediatamente a Nord rispetto al centro (guardando verso l’abside, all”estremità orientale’). Sia l’Ariete che il Toro sono rappresentati in posizione rampante, ambedue girati in senso orario. Seguono cioè schematicamente l’apparente movimento del sole nel cielo, come anche gli altri segni. Mentre è raro riscontrare questa direzione in altri zodiaci medioevali non ci sorprende in questo contesto semplicemente perché si è dimostrato che S. Miniato  stessa fu costruita sulla base dell’antica tradizione che identificava Cristo a una divinità solare. L’immagine dei Gemelli subì qualche trasformazione nel corso del Medioevo: qui è chiaramente raffigurata come maschio e femmina, vestiti, si direbbe in abiti medioevali. Originariamente i Gemelli erano ambedue maschi, e si riferivano al mito di Castore e Polluce. Il Cancro, oggi comunemente identificato con un granchio, solo raramente appare in questa forma negli zodiaci medioevali – più spesso si tratta di una seppia o di qualcosa di simile. Il Leone è rappresentato nella sua identità regale, mentre la Vergine è una giovane donna con in mano probabilmente una spiga di grano, ma potrebbe essere anche una conocchia, con riferimento alla Vergine Maria che spesso è stata collegata simbolicamente con la Vergine dello zodiaco. Anche la Bilancia è una donna, che regge una piccola bilancia. Lo Scorpione è a tutti gli effetti uno ‘scorpione medioevale’, corrisponde cioè alla concezione medioevale di questo segno: un ‘verme di terra’, che non morde mai sul palmo di una mano. Il Sagittario è un centauro con l’arco, che simboleggia in modo più completo delle moderne raffigurazioni dell’arciere a cavallo in fondamentale conflitto tra l’uomo e la bestia che qualifica il segno. Il Capricorno assomiglia quasi a un canguro in questa immagine di una capra marina, che deriva direttamente dal pantheon dello zodiaco babilonese nell’importante dualismo di ‘terra’ e ‘acqua’, essenziale per intendere la natura del segno. L’Acquario è l’immagine più danneggiata, ma è ancora riconoscibile il portatore d’acqua (con l’anfora sulla spalla), che versa l’acqua dello spirito a tutta l’umanità. I Pesci sono l’unico segno, che si allontana radicalmente dalla tradizione antica e moderna, ed è proprio questa deviazione a dare il là al simbolismo mistico di S.  Miniato.

Autore: Fred Gettings
Pubblicazione:
I misteri di San Miniato al Monte
Editore
: Arti Grafiche
Luogo: Firenze
Anno: 1978