Misura e Luce (8)

C’è da chiedersi in quale misura si possa accertare, in realtà, la diretta influenza esercitata dai movimenti intellettuali e spirituali esaminati sulla creazione dell’architettura gotica. Per quello che ne sappiamo, i platonici di Chartres non hanno mai formulato un sistema estetico, né tanto meno un programma artistico. Non possiamo neanche affermare con certezza che le conseguenze estetiche e tecniche della loro cosmologia esercitarono un’influenza diretta sul nuovo stile architettonico, il gotico, che nacque intorno al 1140. Eppure tale influenza è altamente probabile, persino sulla semplice base della prova circostanziale. L’architettura gotica, come abbiamo visto, fu concepita e definita proprio in questo periodo come geometria applicata. La scuola matematica più famosa – di certo almeno nell’occidente cristiano – era allora quella di Chartres. Sappiamo che la conoscenza della geometria mostrata da un architetto gotico come Villard de Honnecourt fu in sostanza quella delle scuole cattedrali e monastiche e fu acquisita in esse. Qui, tuttavia, lo studio del quadrivio era strettamente collegato con le speculazioni metafisiche e mistiche della tradizione platonica. Nell’applicare, in seguito, le sue conoscenze geometriche all’architettura, lo studente tendeva ad essere influenzato dal ricordo delle proprietà estetiche, tecniche e simboliche che i suoi maestri attribuivano alla geometria.

Molto più definita e certo molto più tangibile, grazie all’influenza di S. Bernardo, fu quella esercitata sulla formazione del gotico dalla spiritualità agostiniana. Anche da un punto di vista puramente artistico, l’architettura cistercense, come prima radicale e coerente applicazione all’arte della costruzione della generale tendenza estetica dell’epoca, non poteva mancare di avere ripercussioni notevoli. Ancora più importante fu che S. Bernardo collegasse l’esperienza estetica a quella religiosa, presentando l’architettura cistercense come la sola espressione adeguata del nuovo atteggiamento religioso di cui era il venerato esponente.

L’influenza dell’architettura cistercense sulla prima architettura gotica è fuori discussione. La nascita simultanea di entrambe, già sottolineata da Bilson, è sintomatica [i]. Elementi importanti come l’arco acuto, la sequenza di campate trasversali identiche, gli archi rampanti visibili sui tetti delle navate laterali, furono impiegati dagli architetti cistercensi prima che venissero adottati dai costruttori di cattedrali dell’Île-de-France [ii]. Altrettanto notevole è il quadro offerto dall’Inghilterra, dove le prime volte a crociera nervate della cattedrale di Durham si costruirono prima della fine del secolo. Esse, tuttavia, conservarono l’arco a tutto sesto. L’arco acuto fu introdotto solo nella volta della navata principale, costruita negli anni 1128-33. «Se richiamiamo alla mente», osserva Bony, «che la prima missione cistercense giunse in Inghilterra nel 1128, ci rendiamo conto che questa data non è senza significato» [iii]. Anche il capitello floreale, il migliore esempio di subordinazione della decorazione alla funzione, ha i suoi antecedenti nell’architettura cistercense [iv]. È senz’altro vero, detto in termini generali, che l’ordine di S. Bernardo non inventò nuove forme architettoniche ma, piuttosto, ne fece rivivere di antiche; ed è caratteristico che i cistercensi appaiano influenzati dalla precedente architettura dell’ordine cluniacensi [v]. Ma tali elementi furono amalgamati in uno stile unitario che esercitò una profonda influenza sui costruttori di cattedrali dell’Île-de-France.

Non sarebbe corretto descrivere il gotico primitivo come architettura cistercense, anche se essa è figlia di S. Bernardo. Nel criticare la ricchezza dell’arte cluniacense, l’abate di Chiaravalle aveva puntualizzato che le sue osservazioni si limitavano unicamente alle costruzioni monastiche. Alle cattedrali del clero secolare e alla loro arte, che mirava ad edificare gente che viveva nel mondo e a colpire la loro immaginazione, egli fece come s’è detto, importanti concessioni [vi]. Eppure, l’insistenza di Bernardo nel sostenere che arte e musica religiosa si dovessero armonizzare con l’esperienza religiosa, che la loro sola giustificazione risiede nella capacità che hanno di guidare la mente alla percezione della verità ultima, metteva il costruttore della cattedrale di fronte allo stesso compito dell’architetto di chiese monastiche. L’abate di Chiaravalle era stato mordace nel denunciare certi tipi di immagini e di decorazioni che gli apparivano incompatibili col carattere della chiesa; essi scompaiono anche dalle cattedrali del gotico primitivo. In qualche caso, come nella cattedrale di Tournai o nella facciata occidentale di Chartres, dove essi erano stati impiegati in una precedente fase di costruzione, essi vengono abbandonati, forse per l’intervento personale di S. Bernardo [vii]. Soprattutto, comunque, troviamo presenti nelle cattedrali dell’Île-de-France i principali elementi estetici e tecnici che caratterizzano l’architettura cistercense: la disadorna perfezione dell’esecuzione e la cura della proporzione. L’architettura cistercense e quella gotica primitiva possono perciò essere descritte come due rami che crescono dal medesimo terreno e che soddisfano le stesse esigenze religiose ed estetiche, con l’unica differenza che la prima e destinata alla vita spirituale del convento e la seconda a quella della diocesi [viii].

Questa interpretazione è confermata dal fatto che, a partire dalla seconda metà del XII secolo, cistercense e gotico cessano d’essere, anche in Francia, tendenze stilistiche distinte, costruttori cistercensi introducono il gotico nella nativa Borgogna, impiegando nella propria architettura lo stile delle cattedrali, mentre altrove diventano pionieri del gotico [ix].

Ma è solo quando fissiamo l’attenzione sul gruppo di monumenti creati dall’architettura gotica, tenendo conto della personalità di coloro che ne furono gli ideatori e del momento storico in cui l’evento si verificò, che possiamo cogliere l’effettivo legame esistente tra le idee che abbiamo esaminato e il nuovo stile. Le visioni di Platone, Agostino e Dionigi l’Areopagita dovevano acquistare un rilievo particolare, superando l’ambito della speculazione astratta, per poter suscitare l’espressione artistica. La metafisica della musica assunse il significato che abbiamo visto dopo essere stata assorbita nel movimento religioso guidato da S. Bernardo. Divenuto la base del primo sistema cosmologico, il platonismo dominò l’intero periodo. E per un singolare concatenarsi di circostanze la metafisica della luce di Dionigi nel XII secolo entrò, in Francia, persino nella dottrina politica. La nascita del gotico è da riportare all’influenza esercitata congiuntamente da queste idee.


[i] Bilson, The Beginnings of Gothic Architecture, pp. 267 ss.

[ii] Ved. Dehio e Bezold, Kirchliche Baukunst des Abendlandes, I, p. 519, dove è sottolineato il significato di tutte queste innovazioni per l’architettura gotica, quantunque Dehio enfatizzi «l’atteggiamento non artistico, anzi antiartistico di fondo» dei cistercensi. Parimenti negativo è il giudizio di Lambert, Remarques sur le plans d’églises dits cisterciens, pp. 38-39. Si veda, comunque, Rose, Die Frühgotik, pp. 6 ss, il quale considera l’introduzione del gotico nella tradizione borgognona la grande realizzazione dell’architettura cistercense. Rose, Die Frühgotik, p. 70 e Aubert, Notre-Dame de Paris, pp. 57, 99, sottolineano il precoce impiego dell’arco rampante nelle chiese cistercensi; Aubert richiama l’attenzione anche sull’uso di un deambulatorio privo di cappelle nei cori cistercensi, prima che questo espediente venga issato nella cattedrale di Parigi. Gli archi rampanti del coro di Pontigny sono databili come questa parte dell’edificio, cominciato intorno al 1185; ved. Aubert, L’Architecture cistercienne, I, p. 189. Va, tuttavia, puntualizzato che sia l’arco acuto sia, dopo la catastrofe del 1125, l’arco rampante trovarono impiego nella terza grande chiesa di Cluny. Ved. Conant, Medieval Academy Excavations at Cluny, con la bibliografia dei resoconti precedenti. Ved. anche oltre, nota 96.

[iii] Bony, French Influences on the Origin of English Architecture.

[iv] Sull’importanza di questo capitello per lo sviluppo in Inghilterra, si veda Bond, Gothic Architecture in England, pp. 416 ss., 441.

[v] Lambert, L’Art gothique en Espagne, pp. 39 ss., sottolinea giustamente l’influenza esercitata dall’architettura di Cluny sui primi progetti cistercensi. Ved. sopra, nota 93.

[vi] Ved. sopra, nota 56.

[vii] Ved. sotto, cap. 5, nota 14.

[viii] Questa distinzione, che pare abbia sconcertato un recensore del mio libro (ved. Crosby, in «The Art Bullettin», XIII [1960], p. 149 e la nostra corrispondenza, ibidem, pp. 316 ss.), permea l’intero pensiero di Bernardo. «A voi, fratelli», egli dice nel primo sermone sul Cantico dei Cantici, «si deve parlare di cose differenti, o almeno in un modo diverso da quello usato per coloro che vivono nel mondo», Migne, Patrologiae… series Latina, CLXXXIII, 785.

[ix] Rose, Die Frühgotik, pp. 11 ss. I cistercensi introducono il gotico in Germania e in Italia. Importano, inoltre, elementi rilevanti dell’architettura gotica in Inghilterra. Ved. Gall, Niederrheinische und normannische Architectur, pp. 86 ss.; Clasen, Die gotische Baukunst, p. 137; Enlart, Origines française de l’architecture gothique en Italie; la recensione di Kroenig a Paatz, Wesen und Werden der Trecento Architektur in Toscana; e Bond, Gothic Architecture.


Autore Otto Von Simson
Pubblicazione La cattedrale gotica. Il concetto medievale di ordine
Editore Il Mulino
Luogo Bologna
Anno 1988
Pagine 65-68