Battesimo di Cristo

Fonti

Il Battesimo di Gesù ad opera di Giovanni Battista è un evento di grande portata simbolica; si tratta, naturalmente, della materializzazione dell’alleanza fra il Messia e l’Onnipotente, ma segna anche la fine della vita nascosta di Cristo e l’inizio del ciclo della sua vita pubblica.

Tutti e quattro gli Evangelisti ne parlano, ma il più esplicito è Matteo: «In quel tempo giunse Gesù dalla Galilea al Giordano, da Giovanni, per essere da lui battezzato. Però Giovanni si opponeva dicendo: Sono io che devo essere battezzato da te, e tu vieni da me? Gesù gli rispose: Lascia fare per ora, poiché ci conviene adempiere così ogni giustizia. (…) Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua ed ecco si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire sopra di sé. Ed ecco una voce dal cielo che disse: Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3,13-17).

La tradizione patristica ha visto in questa scena una delle prime manifestazioni della frinita: il Padre è infatti presente nella voce, il Figlio nella sua forma incarnata e lo Spirito Santo in aspetto di colomba. Sempre secondo la tradizione, il Battesimo di Cristo sarebbe stato prefigurato dalla traversata del Mar Rosso da parte degli Ebrei.

Per via del suo carattere simbolico, il Battesimo ha goduto del favore degli artisti medievali e, in particolare, romanici. È stato rappresentato molto spesso, sia associato a scene dell’infanzia sia da solo, in particolare sulle porle dei battisteri o sui fonti battesimali. Cristo, nel suo Battesimo, anticipava quello dei Cristiani e santificava le acque battesimali.

Iconografia

La rappresentazione bizantina del Battesimo non ha avuto seguito nell’Occidente medievale. La composizione si articolava attorno a tre personaggi idealizzati: il Cristo giovane, imberbe e nudo, Giovanni Battista con un bastone da pastore, e il dio del Giordano, allegoria di origine pagana.

L’arte romanica si è ispirata alla tipologia orientale della rappresentazione del Battesimo, influenzata a sua volta dalla Gerarchia celeste di Dionigi l’Areopagita. Lo schema è caratterizzato dalla presenza di uno o più Angeli discesi dal cielo per indicare il legame fra la consacrazione terrena e la benedizioni divina. Il dio del fiume è scomparso, e il Giordano è rappresentato da un insieme di linee striate che avvolge il Cristo, sempre nudo. Gesù e Giovanni Battista sono rappresentati entrambi sullo stesso livello.

Un bell’esempio di questo tema è quello di un capitello della chiesa di Salagon, in Provenza: qui il Cristo è barbuto, come nell’iconografia orientale; la mano di Dio esce dall’abaco del capitello per benedirlo; il Battista indossa una veste di pelo di cammello che allude alla sua vita nel deserto. Troviamo lo stesso schema, con qualche variante, in un affrescò di Genneteil nell’Angiò.

image Genneteil, affresco: Battesimo di Cristo

In un bassorilievo della chiesa di Collecchio, in Emilia, Giovanni Battista, che ha una croce a lunga asta, posa la mano sulla testa di Gesù; una colomba venuta dal cielo simboleggia la discesa dello Spiritò Santo.

imageCollecchio, rilievo: Battesimo di Cristo 

A Colonia, in Renania, Giovanni Battista ripete il gesto d’imposizione della maini e la colomba si posa sul capo di Cristo.

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A volte compare un angelo inginocchiato anziché in piedi come nei modelli antichi: sul portale della chiesa di Notre-Dame-du-Port a Clermont-Ferrand questa originale postura si adatta bene alla cornice architettonica della scultura.

Infiniti sono gli esempi romanici di questa raffigurazione «orientale» del Battesimo: portale della cattedrale di Le Mans, dove Cristo copre pudicamente la propria nudità; affresco della chiesa di Brinay nel Cher; vetrata della cattedrale di Chartres.

In generale, un solo Angelo prende parte alla scena, che comprende così tre personaggi; ma alcune composizioni di grande ampiezza moltiplicano il numero dei messaggeri celesti: ne troviamo due sui fonti battesimali di Saint-Barthélemy a Liegi, tre sull’architrave del battistero di Parma e addirittura quattro nella lunetta della chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo.

imageLiegi, Saint-Barthélemy, fonti battesimali: battesimo di Cristo

Gli Angeli hanno spesso le mani ve late: nella tradizione orientale si tratta di un segno di adorazione, ma in Occidente il significato primitivo si è perso progressivamente, e il velo si è trasformato nella tunica che l’Angelo tende a Cristo perché se ne rivesta dopo l’immersione nel Giordano Questa evoluzione è avvertibile nel bassorilievo di Collecchio, sulle porle lignee della chiesa di Santa Maria a Colonia, in Renania, in una vetrata di Chartres o, ancora, in una miniatura della «Vita di Gesù Cristo» d Saint-Martial a Limoges.

Émile Mâle ha sottolineato come la rappresentazione romanica del Battesimo sia stata influenzata anche dalla pratici liturgica: a partire dal Medioevo, infatti, il Battesimo è amministrato versando alcune gocci d’acqua sulla fronte e non più con l’immissione totale del corpo, come nell’antichità. Alcuni artisti romanici hanno ripreso questa immagine: in un bassorilievo della cattedrale di Sens, il Cristo durante il Battesimo non è immerso, ma il Battista si limita a versargli dell’acqua sul capo; la stessa immagine ricorre in un medaglione del paliotto di Klosterneuburg, realizzato dall’orafo Nicola di Verdun.

Una miniatura del Lezionario di Limoges presenta Gesù immerso nel fiume, mentre il Battista gli versa sulla fronte il contenuto di un’ampolla: si tratta dell’unzione con l’olio che fa seguito al Battesimo con l’acqua.

Nei mirabili fonti battesimali della chiesa di Saint-Barthélemy a Liegi, già citati, il Battesimo è accompagnato da diverse scene delle Scritture che vi si collegano da un punto di vista storico o simbolico, in particolare la predicazione di Giovanni Battista e il Battesimo del centurione Cornelio ad opera di Pietro. Quest’opera è notevole anche per la nobiltà delle linee e la vivacità espressiva.

Dizionario di Iconografia Romanica, Jaca Book, Milano 1997, pp. 116-118

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