Cosmogramma della basilica romanica di Stična (2)

I numeri nella composizione delle misure della basilica

I numeri di Pell, usati come multipli modulari nella composizione delle misure di Stonehenge. dell’Atlantide della Torre di Babele e del Tempio di Ezechiele sono presenti anche nelle misure delle basiliche cristiane.

La basilica romanica di Stična è una composizione modulare. Il suo modulo progettuale è l’aune francese, derivata dall’ulna romana, lunga 4 pedes. Il suo colonnato è ritmato dal modulo di 5 aunes, ossia M (5a). Il comune denominatore degli intercolumni larghi 5 o 7.5 aunes è M (2,5a). La larghezza della navata
centrale di 7 aunes e il raggio dell’abside di 3.5 aunes hanno in comune il modulo M . E poiché l’aune può essere divisa in 4 pedes, ogni pes in 2 semes o 3 trientes o 4 palmi o 12 uncie o 16 digiti, nella composizione della basilica possono essere trovati una serie di altri moduli minori.

I numeri che troviamo nei multipli modulari della basilica sono 1. 2. 4. 5. 10. 7. 6. 432. 666. 127. Tenterò di spiegare il significato simbolico di questi numeri nella teosofia cristiana ed anche il ruolo che avevano nelle culture precedenti e nelle credenze numerologiche ancora presenti, infine cercherò di illustrare l’importanza operativa dei singoli numeri per la composizione.

I numeri 1, 2, 3, 4

A Stična il numero 1 è presente come 1 M che rappresenta lo spessore dei muri, come 1 M (1a). misura dell’intercolumnio, ecc.

Per i greci il numero 1, o meglio l’unità, non era considerata come numero, bensì come monade. L’unità è la fonte di tutti gli altri numeri ed è uguale ad ogni altro numero.

Non è necessario dimostrare l’importanza per la composizione del numero 1 e di altri numeri piccoli.

Il numero 2 fu considerato come il numero femminile. Il due è l’unico numero primo della serie pari. Dal punto di vista della modellatura il numero 2 appartiene ai numeri rettangolari.

Il numero 3 fu considerato come il numero maschile ed è numero primo. La sua forma è triangolare.

Il numero quattro è quadratico. I numeri quadratici sono rilevanti per la composizione.

I numeri dispari 1 e 3 hanno valore compositivo maggiore dei numeri pari. Uno stelo sottile può stare bene in un vaso, mentre 2 stanno male. La disposizione dei tre fiori è nella consuetudine (ikebana), mentre non è possibile disporre in un vaso 4 fiori di grandezza uguale.

I numeri 5, 10, 6, 7

Gli interassi tra i pilastri della nostra basilica misurano 5M (1a), oppure
10 M (2pedes); la larghezza della navata centrale e di 7 M (1a); la lunghezza del transetto è di 6 M (4a).

I Pitagorici consideravano il numero 5 come il numero dell’amore o «gamos» od anche come il numero di Afrodite in quanto somma del numero maschile e femminile: 5 = 2 + 3. L’Alberti lo considera come numero divino: dal punto di vista simbolico infatti significa DIVINITAS.

Il numero 10 è il più importante numero pitagorico. La sua forma triangolare è chiamata tetractis. Il numero perfetto 10 è la somma di 1 + 2 + 3 + 4 (componibilità additava) e il prodotto di 2 x 5 (componibilità moltiplicativa).

Il numero 10 rappresentava per i pitagorici il simbolo di armonia
(HARMONIA).

Il numero 6 è il numero euclideo perfetto in quanto uguale alla somma e al prodotto dei propri fattori: 6 = 1 + 2 + 3 = 1 x 2 x 3. Per le sue proprietà compositive ottimali il numero 6 è divenuto il simbolo delia perfezione (PERFECTIO). Per i cristiani fu importante perché il nome di Gesù scritto in greco contiene sei lettere.

Ancor oggi il numero 7 è considerato come il numero prodigioso. Lo troviamo nelle favole, nei detti e negli incantesimi. È il numero che viene citato più volte nella Bibbia. La sua fama può essere spiegata razionalmente con le sue proprietà compositive. II numero 7 è il più piccolo numero intero che, messo in rapporto con altri piccoli numeri interi, approssima con precisione i più frequenti valori irrazionali.

In quanto alla forma, il numero 7 o numero ettagonale, ha per gnomone (come accrescimento) il numero 11. Il rapporto 11 : 7 è molto vicino al pigreco diviso 2. rapporto spesso usato nella composizione architettonica. Il rapporto tra il numero triangolare 10 e il numero ettagonale 7 si avvicina alla radice di due.

Per le sue eccezionali proprietà compositive il numero 7 divenne il simbolo della santità (SANCTITAS).

I due numeri perfetti 6 e 10 compongono il numero perfetto vitruviano 16 (III°, 1, 5-9). La divisione in
sedici pollici permette il proporzionamento in sezione aurea: 6 : 10 = 10 : 16 = 4 : 6 ss <p.

II numero 432

La larghezza del tetto della chiesa e delle fondazioni misura 18 aunes, uguali a 72 piedi, ossia i 432 M (2 pollici).

Molto importante risulta la simbologia del numero 432 nelle culture precristiane, mentre non ho trovato i suoi valori simbolici nella teosofia cristiana.

Berosus, mago in Babilonia nel terzo secolo a.C., riferisce che il regno mesopotamico, precedente il diluvio, ebbe la durata di 432.000 anni.

Il periodo di 12.960.000 giorni, pari a 36.000 anni di 360 giorni, rappresenta un anno cosmico babilonese che è uguale ad un anno nuziale platonico: 12.960.000 = (62 x 100)2 = 604.

Aryabhata insegna che 4.320.000 anni stellari chiamati in lingua indù maha-yuga vengono divisi in quattro yuge.

Una kalpa, detta anche il giorno oppure la notte di Brahma, ha la durata di 1.000 maha-yuge e, di conseguenza, di 4.320.000.000 anni umani.

Un anno di Brahma, composto da 720 kalpe, ha la durata di 8.640.000.000 anni divini o 3.110.400.000.000 anni umani.

La vita di Brahma ha la durata di 100 anni di Brahma, vale a dire 864.000.000.000 anni divini, ossia 311.040.000.000.000 anni umani.

Con il termine della vita di Brahma il ciclo inizia nuovamente.

Una spiegazione numerologica del 432 può essere trovata nella gematria.

Lo storico Diogene Laerzio sostiene che Pitagora ha avuto 4 reincarnazioni, ciascuna a
distanza di 216 anni; la somma è di 864 anni. 864 è anche la somma dei valori numerici delle lettere greche che compongono il nome di Pitagora.

Ancora una perla della gematria: la somma dei valori numerici che compongono il nome Gerusalemme è 864 (nuova Gerusalemme).

Il numero nuziale di Platone (Repubblica VIII, 546b – d) determina «la nascita buona o cattiva». Questo numero vale: 63 = 53 + 43 + 33 ossia 216 = 125 + 64 = 27 o, letteralmente secondo il testo:

12.960.000 = (3 x 4 x 5)4 o anche

12.960.000 = (62 x 100)2; in questo caso 6 = 7-1;

la diagonale del quadrato con il lato 5 è quasi 7.

I numeri 216 e 12.960.000 sono simili al numero 432:

216 = 432 : 2

12.960.000 = 432 x 30.000.

II numero 432 si trova persino nell’Edda islandese. Nella saga è presente il numero 432.000 come prodotto di 540 (porte) per 800 (armati, ciascuno dei quali attraversa tutte le porte): 540 x 800 = 432.000.

Il Rig Veda contiene 432.000 versetti.

Nell’abaco di Pell possiamo riconoscere il numero 432 come il numero 27:

432 : 2 = 216

216 : 2 = 108

108 : 2 = 54

54 : 2 = 27

Ma il 27 è il diametro del maggiore canale circolare dell’Atlantide del Crizia e simboleggia la distanza di Marte dal sole. Il 27 è inoltre il massimo numero che compare nel lambda di Platone; a sua volta, la somma di tutti i numeri del lambda è 2 x 27 = 1 + 2 + 3 + 4 + 9 + 8 + 27 (in questo ordine) = 54.

Gli eoni babilonesi e indiani derivano verosimilmente da una rotazione completa dello zodiaco che rappresenta anche un anno grande di Platone. Se lo dividiamo sessagesimalmente, otteniamo ancora 432.

25.920 : 60 = 432.

Il giorno contiene 84.600 secondi (60 x 60 x 24). Il numero 84.600 è confrontabile con quello del giorno di Brahma che contiene 8.640.000.000 anni umani. E poiché il cuore sano pulsa in concordanza con il ritmo dei secondi, sembrerebbe che le pulsazioni del microcosmo siano accordate con la rotazione del macrocosmo.

Il numero 432. con i suoi multipli e divisori, sembra essere legato al tempo e forse anche alle distanze.

Il numero viene citato anche da Vitruvio: «[…] anche Pitagora e i suoi seguaci scrissero i loro precetti […] secondo un sistema cubico e costruirono un cubo di 216 versi […]. Ma il cubo è un solido equilatero […]. Pare che prendessero la similitudine proprio da questa proprietà: che quel dato numero cubico di versi, in qualunque mente cada, ivi resti nella memoria stabile come un cubo» (V, I, 3-4). L’argomentazione non convince: sembrerebbe quasi che Vitruvio volesse sviare coloro che si fossero accorti dell’importanza per gli architetti del numero 216 = 6 x 6 x 6. Secondo Vitruvio il numero 217 dovrebbe simboleggiare il concetto della STABILITAS.

Autore: Tine Kurent
Periodico: Critica d’Arte
Anno: 1980
Numero: 72-74
Pagine: 6-9
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