I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (3)

Per il momento, dunque, dobbiamo immaginare di trovarci al centro dello zodiaco, con l’immagine del sole sotto i piedi, accanto ai Pesci-simbolo di Cristo. Se lasciamo questo punto solare, ci incamminiamo per la navata e saliamo i gradini del ‘coro’ sopraelevato per trovarci davanti alla porta di ingresso al monastero, scopriremo un’ulteriore sviluppo del segno dei Pesci. Da ambo i lati del muro davanti a noi, nitidamente delineati ad intarsio e poco sopra le nostre teste, scopriamo due pesci rappresentati verticalmente. Essi si trovano lì per uno scopo ben preciso.

Questi pesci sono stilisticamente affini a quelli dello zodiaco della navata. Sono paralleli e disposti verticalmente – questa volta però c’è uno spazio fra essi, in quanto sono separati dal vano della porta . Siccome i pesci sono un’immagine del Cristo, siamo invitati ad entrare nello spazio compreso fra essi, ad entrare, in un certo senso, nel corpo stesso di Cristo. Per meglio dire, questi due pesci ci spingono a salire. Nello zodiaco della navata li avevamo ai nostri piedi, e adesso ce li ritroviamo sopra la testa: ci invitano a guardare lo splendido mosaico, in alto. Simbolicamente ci invitano ad entrare nell’essere stesso di Cristo, che è lì raffiguralo nella Sua gloria.

Adesso ci troviamo letteralmente in una parte più elevata della chiesa, dopo aver salito le scale, e ci è richiesto di elevarci ad un piano più alto di noi stessi, dove dimora il Cristo. Sulla scia di questo sottile simbolismo legato ai Pesci siamo attirati verso l’alto, e partecipiamo personalmente del potere ‘disincarnante’ del segno, perché siamo innalzati al regno dello spirito.

Ci troviamo naturalmente in un punto centrale all’interno della chiesa, perché il muro separa la parte destinata ai fedeli laici da quella riservata ai monaci che vivono nel monastero stesso. Questa linea di demarcazione spiega perché il pulpito alla nostra destra abbia il leggio orientato obliquamente rispetto alla chiesa, permettendo cosi al sacerdote che legge di rivolgersi sia ai religiosi che ai laici.

I due pesci sul muro ci invitano dunque a salire. Volgiamo lo sguardo verso la lucentezza iridescente del mosaico del XIV secolo sopra di noi, che mostra Cristo in gloria. In questo mosaico che troviamo lo straordinario compimento del simbolismo dei Pesci. È un evento quasi miracoloso che una volta all’anno, verso la fine di Settembre, i raggi del sole entrino in un sottile fascio di luce dalla finestra più orientale della navata e comincino a proiettare una striscia luminosa sul mosaico absidale. Poco a poco, con il calare del sole, la luce va a posarsi sul piede sinistro di Cristo, e rimane lì in uno splendido barbaglio dorato I un’esperienza davvero grandiosa e solenne vedere il sole posarsi esattamente sul punto del piede, per trasformarlo con i riflessi delle tessere in superficie dorata. Il sole continua a brillare in quel punto per qualche minuto, poi cessa di spostarsi. Svanisce poco a poco: la finestra è stata disegnata proprio in modo da non permettere ulteriori spostamenti della luce sul catino absidale. Con il progressivo calare del sole l’effetto luminoso si perde, il bagliore dorato sul piede svanisce, e il miracolo ha fine.

In questo piano prodigioso avviene un completo ribaltamento di quanto abbiamo sperimentato nello zodiaco della navata. Laggiù ci trovavamo in piedi sopra il sole, e vedevamo in basso il Cristo-Pesci. Nel mosaico absidale è Cristo, che tiene il piede sul sole, ad essere illuminato proprio dal corpo solare che traccia il corso dello zodiaco nei cieli. La nostra situazione è in un certo senso capovolta: adesso è Cristo che ci guarda dall’alto!

Siamo trasportati immaginariamente nel moto del sole intorno ai cieli. Non siamo più limitati dall’immagine dello zodiaco legata alla terra, ma siamo portati in alto a disincarnarci nel vero regno dello zodiaco, seguendo l’immagine dei Pesci che simboleggia il Cristo.

La triplice esperienza che abbiamo vissuto – il movimento della parte più bassa della chiesa verso l’alto, fino a raggiungere il corso del sole nelle sfere celesti dove il Cristo è re – si è realizzata interamente nell’ambito simbolico dei Pesci. I Pesci come immagine cristologica, il movimento del sole, il dominio del segno sul piede dell’uomo, tutti questi elementi sono stati sviluppati in modo veramente splendido dagli antichi artefici.

Mettere in opera questo miracolo di luce richiedeva un’incredibile precisione. La posizione del piede di Cristo nella conca absidale, il taglio della finestra della navata – perfino la disposizione delle tessere che formano il piede – sono cosi intimamente legati all’orientamento della chiesa ed al moto del sole, che il disco solare, all’infinito, viene a toccare la parte più bassa del Cristo-divinità solare, rappresentato nella dimensione spazio-temporale. Quando nella bella basilica i raggi del sole trasformano le tessere del piede in un bagliore di luce – alludendo simbolicamente al risanamento del Suo piede ferito – il simbolismo dei Pesci si esprime nella sua più alta vibrazione spirituale. L’evento stabilisce nello stesso tempo un legame fra la luce del sole ed il Logos Solare, tra il punto più basso di questo Uomo-Logos e la parte più alta dell’uomo, fra la splendida vibrazione dei colori dell’abside e la calma oscurità dello zodiaco nella navata. Si tratta indubbiamente della più toccante versione simbolica del segno dei Pesci che esista al mondo.

Il potere dei Pesci-Cristo ci ha trasportato nel mondo celeste, nel regno di Cristo come puro spirito. Ma il messaggio sotteso dall’insegnamento cristiano è che Cristo si è fatto uomo. Si è incarnato sulla terra, ha perfino dato il Suo sangue per redimere la terra e l’uomo. Questo concetto fondamentale si esprime nei termini dell’altro simbolo zodiacale prescelto, il Toro.

Nel mosaico absidale, che il magico gioco dei raggi del sole ha appena reso denso di significato, vediamo Cristo in gloria. Intorno a Lui sono le raffigurazioni dei quattro Evangelisti. Queste immagini, il leone, l’aquila, l’essere umano alato ed il toro derivano in ultima analisi da immagini dello zodiaco pre-cristiano. Il leone di S. Marco deriva da quello del Leone. L’aquila di S. Giovanni è quella dello Scorpione: questo è l’unico dei dodici segni ad avere due simboli, un’aquila ed uno scorpione, che rappresentano luna la natura evoluta dello Scorpione, l’altro quella decaduta. L’essere umano alato di S. Matteo è il portatore d’acqua dell’Acquario: il recipiente che versava la sostanza spirituale a tutta l’umanità è diventato il vangelo datore di vita nelle mani dell’essere alato. Il toro di S. Luca è quello del Toro.

Questi sono i quattro segni fissi dello zodiaco, e ciascuno di essi rappresenta uno degli elementi immutabili dell’astrologia. Il Leone è il fuoco. Lo Scorpione l’acqua. L’Acquario è l’aria, mentre il Toro è la terra. Il simbolismo di S. Miniato usa questo segno terrestre del Toro per ricondurci dal luminoso regno spirituale dei Pesci nell’armonia dello stato terrestre.

I quattro ‘animali’ degli Evangelisti che circondano Cristo in gloria trovano un’eco nel simbolismo del pulpito.

Il leggio su cui il sacerdote poserà la Bibbia è formato da tre raffigurazioni degli Evangelisti. Alla base c’è il leone di Marco (il Leone dello zodiaco). In cima c’è l’aquila scorpionica di S. Giovanni. Tra questi due, con la testa sollevata dall’aquila protesa per il volo ed i piedi appoggiati sulla natura bestiale, c’è una figura umana, il simbolo acquariano di S. Matteo.

Nella composizione del leggio manca qualsiasi riferimento all’immagine del Toro. Per ora questo ‘toro’ rimane invisibile. Solo quando il sacerdote sale i gradini del pulpito per predicare o per leggere la Bibbia, allora è la sua stessa testa a completare la triade del leggio. Il suo volto diventa il quarto simbolo, si trasforma nell’immagine vivente del Toro! Per intendere pienamente questo simbolismo dobbiamo ricordare che nella tradizione dello zodiaco il Toro ha il dominio sulla gola e sulla voce umana – per analogia, sullo stesso Verbo e Logos. Il pulpito ci presenta un’immagine vivente di un essere umano che legge la Parola Sacra di Dio. I principi spirituali contenuti nella Sacra Scrittura scendono dal regno celeste e si diffondono come sacrificio nella chiesa, in basso. In questo complesso simbolismo appare la forza vivificante del Cristo-Logos, che ritorna sulla terra dall’alto del regno dello Spirito.

Questo triplice simbolo, insieme al toro nascosto come simbolo del Verbo, compare in altre chiese del tempo. Tuttavia in queste altre chiese l’immagine del foro ‘ mancante ‘ è presente in qualche punto ben nascosto fra la decorazione del pulpito. Per esempio a Gropina la testa del toro nascosto fa parte del motivo decorativo sotto il leggio. Sul pulpito di S. Miniato non esiste un foro nascosto di questo genere.

E solo quando ci mettiamo ad analizzare l’immagine del leone alla base del leggio che possiamo farci un’idea di dove andare a cercare il Toro. Il leone non guarda davanti a sé come gli altri due simboli – guarda direttamente verso lo zodiaco della navata, in basso. Se dall’immagine del sole al centro dello zodiaco si guarda in alto verso il pulpito con un binocolo, si vedrà che gli occhi del leone sono fissi proprio su chi guarda. Senza dubbio ciò vuole darci un’indicazione di dove cercare il simbolo del toro nascosto. La ricerca ci fa scendere ancora di più sulla terra, incarnando così l’idea del toro, perché naturalmente il toro mancante è proprio il simbolo del Toro nello zodiaco della navata.

Autore: Fred Gettings
Pubblicazione:
I misteri di San Miniato al Monte
Editore
: Arti Grafiche
Luogo: Firenze
Anno: 1978
Vedi anche
I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (1)
I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (2)

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