Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Anastasis Gothorum (Basilica dello Spirito Santo)

Il gruppo delle chiese ariane culmina con la Cattedrale — la Anastasis Gothorum — oggi Basilica dello Spirito Santo. Delle altre abbiamo scarsissime notizie ed, a volte, nemmeno conosciamo l’esatta ubicazione. Le chiesa di S. Eusebio, di S. Andrea dei Goti, di S. Giorgio erano in ogni modo certamente scaglionate nella zona ariana che giungeva sino alla necropoli che Teodorico nobilitò con il proprio mausoleo. È noto che parecchi preziosi capitelli del S. Andrea, distrutto per la costruzione veneziana della Rocca Brancaleone, debbono con ogni probabilità esser riconosciuti in quelli caratterizzati dalle foglie mosse dal vento e dai monogrammi di Teodorico che si trovano reimpiegati nei portici della Piazza Maggiore e conservati nel Museo Nazionale.

Il complesso episcopale ariano faceva fulcro sulla Cattedrale, appositamente eretta e dedicata alla Haghia Anastasis.

La pianta dello Spirito Santo annuncia il predominio della navata centrale

Si tratta tuttavia di una delle chiese minori di Ravenna, di un edificio che doveva apparire modesto in confronto all’ampiezza ed alla magnificenza della Ursiana.

Le sorprendenti proporzioni delle fiancate originarie ricondotte all’antico livello

La precipua caratteristica della chiesa, che pur non si discosta dalla tipologia ravennate, va colta nel poco accentuato sviluppo in profondità. All’interno si notano soltanto sette colonne per lato; di conseguenza il rapporto tra lunghezza e larghezza della fabbrica, misurate questa volta all’interno dei muri perimetrali, si abbassa a 1,2.

Venuto cosi a mancare l’effetto di approfondimento prospettico, la chiesa sembra cercare timidamente altre vie di espressione. Ad esempio, i finestrati della navata centrale non corrispondono — unica eccezione per Ravenna — con le arcate sottostanti: quelle finestre si trovano avvicinate fra loro, verso il mezzo della parete, quasi per aderire ad un fulcro accentrante costituito da un invisibile asse trasversale. L’espanso catino absidale con la strana curva dell’arco trionfale — policentrica ed oltrepassata — concorda nell’accentuare una potenziale dilatazione dello spazio in senso trasversale.

L’assonometria mette in evidenza i dati principali della spazialità interna e la raggruppata scansione delle finestre più alte, che si accorda con il triforio in facciata

Il monumento ricorda molto da vicino, per le proporzioni della pianta, per le misure e i rapporti tra le navate e per lo stesso numero di colonne, la S. Agata dei Goti in Roma; anzi di codesta chiesa romana — eretta (467-70) dal Magister militum Ricimero ugualmente per il culto ariano e nel quartiere abitato dai Goti — la Cattedrale eretica sembra abbia voluto costituire una replica.

È significativo notare tali impreviste coincidenze: sono la migliore controprova che, anche per le chiese ariane, la necessaria ricerca dei precedenti, sia pure su altri binari, conduce puntualmente a Roma ed alla sua architettura sacra. L’elaborazione ravennate è però quanto mai evidente; su di un aspetto — non potuto finora rilevare — vorrei richiamare l’attenzione. Nelle loro proporzioni originarie, prima dell’abbassamento subito, i fianchi erano percorsi da arcate di proporzioni slanciatissime, che suggeriscono anticipazioni notevoli rispetto agli sviluppi di tutta l’architettura medioevale. Di conseguenza, anche i rapporti tra altezza e larghezza si accentuavano notevolmente.

Il prospetto della «Anastasis Gothorum» nell’essenziale stesura originaria

Autore: Guglielmo De Angelis D’Ossat
Pubblicazione:
Studi ravennati: problemi di architettura paleocristiana
Editore
: Dante
Luogo: Faenza
Anno: 1962
Pagine: 22-26
Vedi anche:
Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica Ursiana

Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica di Santa Croce
Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica di San Giovanni Evangelista
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