Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica Apostolorum (San Francesco)

Assai rimaneggiata dai successivi adattamenti, anzi rinnovata quasi del tutto nelle strutture apparenti, si mostra la « Basilica Apostolorum », oggi chiesa di S. Francesco. Fondata durante l’episcopato di Neone, che vi fu seppellito, era completata da un’ardica; la sua fama fu tale da caratterizzare con il proprio nome una larga zona circostante.

Il ritrovato pavimento absidale e, sul prospetto, l’arcone della porta che immetteva alla navata destra, inutilizzata per la costruzione del campanile, precisano in modo sicuro l’inizio e la terminazione della basilica. Allo stato attuale delle ricerche si deve ritenere che l’edificio, pervenutoci con le colonne ed i pulvini intatti ed i capitelli manomessi dal restauro barocco, conservi la disposizione originaria delle tre navate separate da 24 colonne, come a S. Giovanni Evangelista, anche se queste risultino, al solito, notevolmente rialzate.

Ma le analogie sono ancor più stringenti, presentando il S. Francesco quasi le stesse misure e simile divaricazione nei colonnati della più stretta navata centrale. Le laterali sono invece di maggior larghezza e strombate in senso opposto, esperendo cosi nuovi tentativi prospettici e conferendo maggior regolarità all’esterno.

La chiesa di San Francesco conserva sostanzialmente l’impianto della «Basilica Apostolorum».
L’antichità dell’andamento dei muri a tratto continuo è documentata dai resti in alzato

Si può anche asserire che quel proporzionamento planimetrico che non aveva potuto conseguire la basilica placidiana nel suo casuale ampliamento viene qui raggiunto e precisato. Il rapporto della squadrata costruzione, sempre misurata all’esterno, è per la « Basilica Apostolorum » identificabile in √3.

La derivazione che qui affermo è indiscutibile, anche se per il diverso aspetto del S. Francesco — dovuto alla minore luminosità, specie nelle navatelle, logica conseguenza della tarda redazione costruttiva — non risulti messa in evidenza. La presenza di un impianto neoniano, ripreso dall’ampliato S. Giovanni Evangelista, può costituire un’ulteriore prova favorevole alla tesi prima esposta e contraria alla creduta ricostruzione del S. Giovanni nel VI secolo.

Autore: Guglielmo De Angelis D’Ossat
Pubblicazione:
Studi ravennati: problemi di architettura paleocristiana
Editore
: Dante
Luogo: Faenza
Anno: 1962
Pagine: 18-19
Vedi anche:
Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica Ursiana

Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica di Santa Croce
Architettura cristiana ravennate – Edifici Basilicali: Basilica di San Giovanni Evangelista

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...