I misteri di San Miniato al Monte. ll significato dello zodiaco della navata (1)

Lo zodiaco in marmo della navata di San Miniato al Monte in Firenze è il più notevole zodiaco d’Italia, se non di tutto il mondo. L’iscrizione latina sulla lastra di marmo accanto lo chiama ‘numine celesti’ ‘una divina immagine del cielo’, ed a ragione. Un attento studio dello zodiaco in relazione alla chiesa rivela che si tratta molto più che un semplice, enorme zodiaco – è una macchina filosofica, collegata in modo straordinario con molti simboli all’interno della chiesa e anche alla facciata esterna. È stato concepito ed attentamente orientato in modo da esprimere un profondo rapporto fra l’essere umano, il Cristo, ed il moto del sole ogni giorno e ogni anno del suo apparente spostamento intorno alla terra. Questo zodiaco offre una sottile rappresentazione simbolica che sarebbe stata immediatamente intesa dal fedele del Medioevo, ma oggi è forse difficile afferrare con la mente moderna senza particolari indicazioni.

Chi non conosce bene i simboli paleo-cristiani potrebbe stupirsi di trovare uno zodiaco dentro una chiesa: la maggior parte delle persone tende a considerare lo zodiaco e le concezioni astrologiche ad esso connesse come completamente pagani. Invece lo zodiaco e il patrimonio figurativo dell’astrologia furono ‘cristianizzati’ molto presto, al punto che ciascuno dei dodici segni fu permeato di precisi concetti cristiani. L’iconografia dello zodiaco ha, naturalmente, radici precristiane: i simboli dei dodici segni, che tutti conoscono, furono elaborati nei centri misterici egitto-babilonesi e giunsero in occidente attraverso la cultura greca antica, assorbita e trasmessa dagli Arabi. Lo zodiaco rappresenta il simbolo più elevato degli antichi culti misterici, e richiedeva solo leggeri mutamenti per essere perfettamente integrato nel nuovo sistema misterico del Cristianesimo. Gli artisti e costruttori medioevali non tardarono a intuirne il significato spirituale, e l’importanza i un ciclo di simboli che stabiliscono un legame tra Cielo e Terra: impararono ben presto ad adoperare alcuni concetti dello zodiaco per rivelare i misteri dell’Incarnazione e del Messaggio di Cristo.

Il loro atteggiamento si basava sulla convinzione che, se lo zodiaco era una valida rappresentazione dell’essere umano, con ogni segno corrispondente ad una parte del corpo ed a un particolare stato d’animo, allora poteva anche essere utilizzato per rappresentare le qualità spirituali che si trovano nell’uomo, in quanto dimora del dio solare Cristo. Proprio come il sole scandisce il vero zodiaco, così Cristo rivela il vero uomo. Seguendo questo filo analogico, mediante il potere di suggestione dello zodiaco, il corpo umano e il corpo di Cristo si sono fusi in un unico simbolo, armoniosamente legato al moto del sole sia nel suo sorgere e tramontare ogni giorno, sia nel suo fecondo transito annuale che scandisce il ritmo delle stagioni nel corso dell’anno.

Un’analisi dello zodiaco di San Miniato al Monte dimostra che il suo simbolismo rappresenta indubbiamente la massima espressione di questo sforzo medioevale di cristianizzare l’astrologia ereditata dal mondo pagano, e riesce a stabilire un convincente parallelo tra cielo e terra, tra l’uomo e Cristo, tra il ‘quotidiano’ e il ‘miracoloso’.

Molte sono le ragioni per cui lo zodiaco in marmo della navata di San Miniato a Monte è senza eguale. Non solo è il più grande zodiaco marmoreo d’Italia e il solo zodiaco pavimentale d’Europa che sia datato, ma è il punto focale di un simbolismo che si riferisce all’Incarnazione di Cristo.

La data, l’anno 1207, scritta in numeri romani, è incisa sul pavimento marmoreo compreso tra lo zodiaco e il portale centrale della chiesa. Procedendo per l’analisi dei misteri dello zodiaco, scopriremo che questa data è di estrema importanza, e non si riferisce soltanto all’anno di fondazione dello zodiaco stesso.

Ragioni di stile hanno motivato l’ipotesi che lo zodiaco fosse stato importato dall’Oriente – in particolare da Costantinopoli, che era stata saccheggiata nel 1204 dai soldati della IVa Crociata. Tuttavia sia considerazioni stilistiche sia il significato presente nella basilica stessa sembrano escluderlo. Non c’è dubbio che lo zodiaco fu concepito interamente in loco, per rispondere a precise esigenze del programma simbolico sottinteso dall’intera chiesa di S. Miniato.

Le dodici raffigurazioni dei segni zodiacali sono tipiche della tradizione iconografica medioevale, tranne che per alcune, importanti eccezioni. Peraltro le immagini dello zodiaco sono cambiate così poco dal XIII° secolo che il visitatore moderno riconoscerà facilmente ognuno dei segni. Il primo segno, l’Ariete, si trova immediatamente a Nord rispetto al centro (guardando verso l’abside, all”estremità orientale’). Sia l’Ariete che il Toro sono rappresentati in posizione rampante, ambedue girati in senso orario. Seguono cioè schematicamente l’apparente movimento del sole nel cielo, come anche gli altri segni. Mentre è raro riscontrare questa direzione in altri zodiaci medioevali non ci sorprende in questo contesto semplicemente perché si è dimostrato che S. Miniato  stessa fu costruita sulla base dell’antica tradizione che identificava Cristo a una divinità solare. L’immagine dei Gemelli subì qualche trasformazione nel corso del Medioevo: qui è chiaramente raffigurata come maschio e femmina, vestiti, si direbbe in abiti medioevali. Originariamente i Gemelli erano ambedue maschi, e si riferivano al mito di Castore e Polluce. Il Cancro, oggi comunemente identificato con un granchio, solo raramente appare in questa forma negli zodiaci medioevali – più spesso si tratta di una seppia o di qualcosa di simile. Il Leone è rappresentato nella sua identità regale, mentre la Vergine è una giovane donna con in mano probabilmente una spiga di grano, ma potrebbe essere anche una conocchia, con riferimento alla Vergine Maria che spesso è stata collegata simbolicamente con la Vergine dello zodiaco. Anche la Bilancia è una donna, che regge una piccola bilancia. Lo Scorpione è a tutti gli effetti uno ‘scorpione medioevale’, corrisponde cioè alla concezione medioevale di questo segno: un ‘verme di terra’, che non morde mai sul palmo di una mano. Il Sagittario è un centauro con l’arco, che simboleggia in modo più completo delle moderne raffigurazioni dell’arciere a cavallo in fondamentale conflitto tra l’uomo e la bestia che qualifica il segno. Il Capricorno assomiglia quasi a un canguro in questa immagine di una capra marina, che deriva direttamente dal pantheon dello zodiaco babilonese nell’importante dualismo di ‘terra’ e ‘acqua’, essenziale per intendere la natura del segno. L’Acquario è l’immagine più danneggiata, ma è ancora riconoscibile il portatore d’acqua (con l’anfora sulla spalla), che versa l’acqua dello spirito a tutta l’umanità. I Pesci sono l’unico segno, che si allontana radicalmente dalla tradizione antica e moderna, ed è proprio questa deviazione a dare il là al simbolismo mistico di S.  Miniato.

Autore: Fred Gettings
Pubblicazione:
I misteri di San Miniato al Monte
Editore
: Arti Grafiche
Luogo: Firenze
Anno: 1978

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