De Ordine: la razionalità delle arti e la musica come disciplina delectandi

Agostino ribadì in tarda età, nelle Retractationes, quale fosse stato l’intento che lo aveva spinto alla compilazione di manuali sulle arti liberali proprio nel momento decisivo della conversione al cattolicesimo: non la celebrazione dell’antico, ma la costruzione razionale del nuovo mondo, che dal precedente doveva trarre contenuti e saperi finalizzandoli alla comprensione di un universo spirituale il quale, di per sé, è già tutto rivelato nella Scrittura e nell’Incarnazione.

Nel periodo in cui mi stavo preparando a ricevere il battesimo, a Milano, cominciai a scrivere alcuni libri sulle discipline liberali. In tal modo mi ri-
promettevo, seguendo un percorso articolato e graduale, di giungere alla conoscenza delle realtà incorporee conducendovi anche gli altri, ma passando prima dalla conoscenza delle realtà corporee

La preparazione al battesimo, nell’esperienza di Agostino, coincise dunque con l’avvio del progetto di stesura dei libri sulle discipline liberali, attraverso le quali non lui solo, ma tutti i cristiani potevano accostarsi alla conoscenza del mondo naturale, porta di accesso alla conoscenza del divino. L’Ipponate aveva infatti tratto la sconsolata ma illuminante conclusione, come racconta nelle Confessioni (IV, 16, 30), che le tante nozioni apprese in gioventù di geometria, musica e aritmetica, pur introducendo alla conoscenza razionale della realtà, erano prive di finalità se non si fondavano sull’atto incondizionato di fede che riconosce nel Dio cristiano il Signore dell’universo.

È proprio la forza dirompente dell’idea di un Dio creatore che plasma ogni essere del mondo a permettere ad Agostino di vedere in Colui che dà la vita l’essere nella sua pienezza, totale e unitaria. Ogni creatura si pone di fronte al Creatore come “materia” imperfetta da lui plasmata, ordinata e misurata: «Non esitare ad attribuire a Dio creatore ogni cosa in cui osserverai misura, numero e ordine», afferma Agostino nel De libero arbitrio (II, 20, 54) richiamandosi al celebre passo di Sapienza 11, 22. Partendo da questo modo di intendere l’idea plotiniana di partecipazione al divino, Agostino fu capace di fondare la prima teorizzazione cristiana del sistema delle discipline liberali. Ciò accade nel giovanile De ordine,
scritto agli esordi della conversione, nel 386, presso il ritiro di Cassiciaco, alle porte di Milano. L’ordine divino è per Agostino la legge suprema che produce armonia nel mondo, e l’ordo eruditionis è ciò che struttura l’enciclopedia dei saperi in accordo con la stessa legge. Secondo Agostino, il sapere procede da un occulto moto interiore dell’anima, l’attività razionale, la quale riesce a discernere e connettere le cose che si devono apprendere. I sensi della vista e dell’udito sono capaci di cogliere questa potenza della ratio,
ed è per ciò che il mondo ci appare organizzato secondo figure congruenti, e le sue voci risuonano rationabiliter all’orecchio. Le discipline del quadrivio si configurano quindi come disciplinae in delectando, veicoli privilegiati attraverso i quali l’uomo coglie nella razionalità l’ordine originario che Dio ha imposto all’opera della creazione, e che perciò lo conducono alla felicità contemplativa (II, 12, 35). Contrariamente a Marziano Capella – per il quale la musica è la conoscenza razionale più alta cui l’uomo può arrivare, in quanto è scienza delle ragioni del moto ordinato del cosmo da cui deriva ogni movimento sulla terra -, per Agostino la musica è comprensione del movimento fisico e organizzazione razionale della materia sonora. Dalla conoscenza della musica l’uomo comincia il suo cammino di esplorazione della razionalità dell’universo, che è al contempo un progressivo avvicinamento alla razionalità divina. Compiere il salto significa elevarsi dall’elemento sensibile e attingere a quello intelligibile. La musica, fatta di suono sensibile, sottostà alla legge del tempo, che la fa svanire se non fosse per l’opera conservatrice della memoria, tema di profonda riflessione in molti scritti di Agostino, si pensi soprattutto al libro x delle Confessioni, e che tornerà a dominare l’ultimo del De musica. È proprio grazie alla memoria che anche i poeti pagani riuscirono ad attingere, pur attraverso testi bugiardi, alla razionalità musicale:

Poiché ciò che la mente vede è sempre presente e riconosciuto come immortale e i numeri apparivano di questo genere, mentre il suono, che è un dato sensibile, scorre attraverso il passato e si imprime nella memoria, e siccome la ragione ormai favoriva i poeti […], con un mito razionale si raccontò che le Muse erano figlie di Giove e di Memoria. Perciò questa disciplina, in quanto partecipe del senso e dell’intelletto, trovò il nome di musica.


La progressiva astrazione dalla sensibilità si attua quindi partendo dalla musica, passando poi attraverso la geometria, l’astronomia e infine l’aritmetica, unica disciplina che manifesta in pieno il senso razionale dell’unità che tutto governa. La conquista del numero è un progresso consapevole nell’itinerario intellettuale compiuto da Agostino: anche gli animali hanno la capacità di ordinare e unificare, ma per mero istinto. La scienza del sommo Pitagora chiude dunque il processo con il quale la ratio umana ha scalato i gradini della consapevolezza filosofica.

Quel passaggio dal sensibile all’intelligibile che organizza la struttura del De ordine è anche il percorso che dovrebbe scandire il progettato affondo di Agostino nelle scienze liberali, secondo appunto l’ordine appena enunciato:

Nella musica poi, nella geometria, nello studio dei moti degli astri, nelle leggi dei numeri, l’ordine domina così tanto che se qualcuno ne vuole vedere la sorgente e lo stesso penetrale, o li trova lì o attraverso esse vi è condotto senza alcun errore. Tale istruzione infatti, se è usata con misura […], nutre un soldato della filosofia, anzi un condottiero, in modo tale che per la libera volontà si innalzi e giunga a quella Misura suprema, oltre la quale né può, né deve, né desidera cercare altro; e molti ne condurrà.

Passare dal sensibile all’intelligibile, conducendovi anche gli altri: il sistema erudito dei saperi è, razionalmente, strada di accesso alla consapevolezza della fede.

Autore: Cecilia Panti
Pubblicazione:
Filosofia della Musica. Tarda Antichità e Medioevo
Editore: Carocci (Studi Superiori, 541)
Luogo: Roma
Anno: 2008
Pagine: 69-72

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