Il simbolo medievale: una storia da costruire

Nessun campo di studi riguardanti il Medioevo è stato forse altrettanto compromesso da testi e libri di mediocre qualità in materia di «simbolismo medievale»: opere superficiali o di carattere esoterico, che giocano col tempo e lo spazio mescolando in uno sproloquio più o meno commerciale la cavalleria, l’alchimia, l’araldica, l’incoronazione dei re, l’arte romanica, i cantieri delle cattedrali, le crociate, i Templari, i Catari, le vergini nere, il Santo Graal, ecc. Queste opere hanno spesso un grande successo di vendita, facendo per ciò stesso un torto considerevole agli argomenti in oggetto e distogliendo dallo studio del simbolo i lettori ed i ricercatori che aspirino a problematiche più ambiziose. Tale situazione è tanto più deplorevole in quanto vi è certamente posto all’interno degli studi medievali per una «storia simbolica» che abbia come la storia sociale, politica, economica, religiosa, artistica e letteraria – ed in stretta relazione con esse – le sue fonti, i suoi metodi e le sue problematiche.

Si tratta di una disciplina che è tutta da costruire. Certo, opere di qualità riguardanti lo studio specifico del simbolo non mancano: ma o si limitano agli autori più speculativi della teologia e della filosofia, o sconfinano abbondantemente nel campo dell’emblema e dell’emblematica. Ora, nel Medioevo, l’emblema non è il simbolo, anche se la frontiera tra il primo ed il secondo rimane sempre permeabile. L’emblema è un segno che dice l’identità di un individuo o di un gruppo di individui: il nome, l’arme, l’attributo iconografico, sono degli emblemi. Il simbolo, al contrario, si riferisce non ad una persona fisica ma ad una entità astratta, a un’idea, una nozione, un concetto. Alcuni segni, alcune figure, alcuni oggetti sono spesso ambivalenti, insieme emblemi e simboli. Tra i regalia del re di Francia, ad esempio, la mano di giustizia è insieme un attributo emblematico, che identifica il re di Francia distinguendolo dagli altri sovrani (questi ultimi non ne fanno mai uso), e un oggetto simbolico, che esprime una certa idea della monarchia francese. Analogamente, se le arme regali, d’azur semé de fleurs de lis d’or [d’azzurro seminato di gigli d’oro], costituiscono effettivamente una immagine emblematica che aiuta a riconoscere il re di Francia, in compenso le figure ed i colori che compongono queste arme – l’azzurro, l’oro, i gigli – sono portatori di una forte carica simbolica.

Autore: Michel Pastoreau
Pubblicazione:
Medioevo Simbolico
Editore
: Laterza (Biblioteca Universale Laterza, 597)
Luogo: Roma-Bari
Anno: 2009
Pagine: 4-6
Vedi anche:
Il simbolo medievale: l’immaginario come parte della realtà

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...