Arte ottoniana: diplomatica imperiale

Quando Ottone I, secondo sovrano della casa di Sassonia, fu incoronato a Roma nel 962, confermò, in quanto successore di Carlo Magno e protettore della Chiesa, i privilegi accordati ai papi da Carlo e prima di lui dal padre Pipino. La solenne dichiarazione dell’imperatore venne consegnata al papa sotto forma di un diploma di gala, conservato ancor oggi negli Archivi vati­cani. Il testo è scritto a lettere d’oro su una pergamena color porpora bordata da un margine decorato, in cui l’assenza di sigillo conferma che questo documento di cerimonia non era destinato a un uso giuridico.

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Roma, Archivi Vaticani, Privilegium Ottonianum

Dieci anni più tardi, la capello, la cancelleria imperiale, inviò a Roma un altro diploma dello stesso genere che conteneva la lista dei ricchi doni e delle terre offerte alla principessa bi­zantina Theofano, il cui matrimonio con Ottone II, figlio di Ottone il Grande, venne celebrato in S. Pietro il giorno di Pasqua del 972. Anche qui, il testo è scritto a lettere d’oro su fondo porpora; tuttavia la decorazione supera in sontuosità il documento del 962.

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Wolfenbüttel, Niedersächisches Staatsarchiv

La cornice — ornata con mo­tivi di foglie — reca nel margine superiore medaglioni con l’immagine di Cristo, della Vergine e di alcuni apostoli, separati da gruppi di animali affrontati in mezzo a sottili e aggraziati viticci; i colori delicati e chiari della pittura, nonostante l’usura del tempo, non hanno perso il loro pri­mitivo splendore. Il fondo è ornato, alla maniera dei ricchi tessuti bizantini, quali li conosciamo dai tesori delle chiese medievali, di grandi medaglioni con combattimenti di animali, leoni o grifoni che attaccano buoi in fuga, temi derivati dall’arte della tessitura. Qui siamo di fronte a un’arte di corte, a una presentazione fastosa, in occasione dell’ingresso di una principessa bizan­tina in seno alla casa imperiale ottoniana. Il fatto che manchino ancora i sigilli ci rivela senza ombra di dubbio che questo diploma aveva unicamente una funzione cerimoniale.

Questi due diplomi, quello del 962 e quello del 972, simbolizzano in modo sorprendente l’idea imperiale degli Ottoni e l’importanza che veniva attribuita alle solenni manifestazioni della di­gnità dell’imperatore. Allo stesso tempo, essi costituiscono importantissime testimonianze dell’ar­te della miniatura ottoniana. Entrambi sono scritti, tuttavia, non con la calligrafia diplomatica corrente della cancelleria imperiale, ma con quella usata per i codici. La scrittura del diploma di Theofano, raffinata e artificiosa, rivaleggia con la decorazione dei bordi, mentre il motivo di tes­suto usato per il fondo porpora doveva continuare per decenni nei manoscritti di gala ottoniani.

Gli imperatori ottoniani non facevano ricorso all’arte degli scribi e dei miniaturisti solo nel­l’ambito delle cerimonie di corte e delle ostentazioni di fasto. Anzi, l’attività di questi ultimi as­sumeva un’importanza ben maggiore quando si trattava di sottolineare la funzione del sovrano quale protettore della cristianità e la sua partecipazione alla solenne liturgia della Chiesa. Da qui l’esecuzione di molti codici preziosi, destinati ai servizi divini tenuti a corte, oppure deposti dai sovrani come dono sugli altari delle chiese dell’Impero. Lo sfarzo e la quantità di queste opere ci rivelano quale importanza abbiano avuto gli imperatori ottoniani e i loro successori, i Salì, in quel processo evolutivo che portò alle più alte espressioni l’arte della miniatura. E la costante pre­dilezione dell’arte ottoniana a conferire risalto alla dignità imperiale si manifesta soprattutto, e con splendidi risultati, nei ritratti, inseriti in questi manoscritti, dei sovrani che li avevano com­missionati.

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München, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 4453, Fol. 24r

Il più bello è quello di Ottone III, dove il giovane imperatore, in trono, rivestito delle insegne della sua dignità e circondato dai grandi dell’Impero, rappresentanti degli Stati ecclesiastici e secolari, ci appare in tutta la sua gloria. Le province dell’Impero: Roma, Gallia, Germa­nia, Sclavinia, gli presentano il loro omaggio.

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München, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 4453. Fol. 23v

Qui ricompare l’iconografia imperiale dell’Antichi­tà, sia nell’immagine dell’imperatore in trono davanti alla sua aula, sia nelle rappresentazioni alle­goriche delle province dell’Impero che recano i loro doni. Era certamente noto il grande reper­torio di simboli di Stato e di insegne di dignità trasmesso dal Basso Impero, la Notitia Dignitatium.

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München, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 10291 (Notitia Dignitatum), Fol. 177

Una copia di quest’opera si trovava nella cattedrale di Spira, offerta probabilmente dagli imperatori salici.

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München, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 10291 (Notitia Dignitatum), Fol. 203
 

Autore Florentine Muterich – Francis Wormald
Pubblicazione Il secolo dell’Anno Mille
Editore Rizzoli (Il Mondo della Figura, 5)
Luogo Milano
Anno 1974
Pagine 87-88
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