La «legge dei platonismi comunicanti»

Più si studia il Medioevo, più vi si nota il polimorfismo dell’influenza platonica. Platone stesso non è da nessuna parte, ma il platonismo è ovunque; diciamo piuttosto: ovunque ci sono dei platonismi: quello di Dionigi l’Areopagita e di Massimo il Confessore, che passa attraverso Scoto Eriugena e del quale abbiamo appena colto la presenza in Bernardo di Chartres; quello di sant’Agostino, che domina il pensiero di sant’Anselmo; quello di Boezio che dirige l’opera di Gilberto de la Porrée, in attesa di quelli del Liber de causis e della filosofia di Avicenna che incontreremo tra poco. Questo apparentamento platonico di dottrine d’altra parte tanto differenti spiega certe alleanze, altrimenti incomprensibili, ch’esse hanno talvolta contratto tra loro. Il fatto s’è riprodotto tante volte che si potrebbe quasi parlare, nel Medioevo, d’una legge dei platonismi comunicanti


Autore Gilson, É.
Pubblicazione La filosofia nel Medioevo. Dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo
Editore La Nuova Italia
Anno 1997
Pagina 324
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